Il trenino ciuf ciuf

trenino

Questa bellissima foto postata dalla cara amica Franca Antonima Coppelli nel gruppo Facebook Il golfo della Spezia nel Novecento, mi ha fatto venire voglia di parlare del famoso trenino che per 99 anni fece avanti e indietro lungo il litorale di levante del golfo, tra l’arsenale e San Bartolomeo, per trasportare prima gli operai che lavoravano negli stabilimenti militari e poi i bagnanti che frequentavano le spiagge dei leggendari Bagni dislocati fra il Canaletto e la stessa San Bartolomeo. Continua a leggere

Un’estate lontana

Dans ce temps là, la vie était plus belle,
Et le soleil Pozzaleplus brûlant qu’aujourd’hui

Les Feuilles mortes

Oh, je voudrais tant que tu te souviennes,
Des jours heureux quand nous étions amis,
Dans ce temps là, la vie était plus belle,
Et le soleil plus brûlant qu’aujourd’hui.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Tu vois je n’ai pas oublié.
Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
Les souvenirs et les regrets aussi,
Et le vent du nord les emporte,
Dans la nuit froide de l’oubli.
Tu vois, je n’ai pas oublié,
La chanson que tu me chantais…
C’est une chanson, qui nous ressemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Nous vivions, tous les deux ensemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Et la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit.
Et la mer efface sur le sable,
Les pas des amants désunis.
Nous vivions, tous les deux ensemble,
Toi qui m’aimais, moi qui t’aimais.
Et la vie sépare ceux qui s’aiment,
Tout doucement, sans faire de bruit.
Et la mer efface sur le sable
Les pas des amants désunis…

 

… l’Italia si considera dalle ore 15 di oggi in stato di guerra…

Guerra bombeAlle tre del pomeriggio del 13 ottobre 1943 gli italiani seppero che il loro nemico era cambiato: non erano più gli angloamericani, bensì l’alleato del “Patto d’acciaio”, quello dell’Asse: il tedesco. Come già in occasione della drammatica sera dell’8 settembre, fu ancora la radio a dare lo storico annuncio: “… l’Italia si considera dalle ore 15 di oggi in stato di guerra con la Germania”. Continua a leggere

Quando Spezia tollerava

Il mondo, o meglio, un certo mondo, un mondo che sino ad allora aveva alimentato anche preziosi filoni della letteratura, non solo italiana, in Italia finì alla mezzanotte del 20 settembre 1958. A quell’ora esatta l’Italia chiudeva le case chiuse, autentiche istituzioni che per la gente comune erano i casini, o i bordelli, la cui dipartita era stata decretata sei mesi prima dal parlamento con una legge che aveva avuto nella senatrice socialista Angelina Merlin detta Lina la promotrice e la prima firmataria. Continua a leggere

Una luna da innamorati. O da bombardieri

bombe comune

C’era una splendida luna quella notte sul golfo immerso nel buio dell’oscuramento. In molte case qualcuno vegliava, improvvisata sentinella pronta a buttare tutti giù dal letto al primo accenno di pericolo. Alla testata del Molo Italia, dov’era ormeggiato il cacciatorpediniere Alpino tolto dal fronte caldo del Mediterraneo per lavori da farsi in arsenale, alcuni giovani marinai chiacchieravano a bassa voce senza mai allontanarsi dalle tre postazioni di mitragliatrici situate nei pressi della nave. Nei bunker delle batterie contraeree sparse sulle colline le vedette scrutavano il cielo, sgombro di nuvole e così maledettamente chiaro malgrado l’ora tarda. Tutta colpa di quella bella, lucente luna.

Una luna da innamorati.

O da bombardieri.

E i bombardieri vennero. Ne arrivarono 191 per scatenare l’apocalisse sulla città svegliata di soprassalto dalle sirene dell’allarme aereo. In neanche un’ora d’inferno scaricarono 493 tonnellate di bombe dirompenti e 99 tonnellate di esplosivo. Cinque notti dopo il Bomber Command inglese spedirà sulla Spezia altri 186 apparecchi a completare l’opera di distruzione con 329 tonnellate di dirompenti e 109 tonnellate di incendiarie. Continua a leggere

Il giorno della fine del mondo

19 giugno 1965. Era un sabato, giorno dei santi Gervasio e Protasio, fase di luna calante verso l’ultimo quarto. Una giornata tranquilla, pareva.

Prendete nota della data, perché poteva segnare l’inizio deBerlinolla fine del mondo. E tutto sarebbe cominciato proprio qui, in piena notte, sulle banchine nel porto della Spezia, a due passi dal viale Italia, con il furtivo sbarco di casse e veicoli da un mercantile americano protetto da militari armati. Un’insolita attività che non era sfuggita alla rete spionistica che faceva capo a Mosca. Continua a leggere