Bell’amico, vatti a fidare!

trump

Dunque, i servizi segreti israeliani passano ai loro amici e colleghi americani informazioni riservate – “classificate”, nel gergo dei militari – riguardanti il pericolo pubblico numero uno di tutto il mondo: il terrorismo in genere, e in particolare l’Isis o Daesh, cioè il sé dicente Stato Islamico. Continua a leggere

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Civico, così nacque una leggenda

civico buono

Del nostro Teatro Civico, una leggenda della cultura spezzina, pensavo di sapere quasi tutto l’essenziale. Sapevo che – primo edificio pubblico a sorgere fuori dalle mura – fu inaugurato il 18 luglio del 1846 con la rappresentazione di due opere, l’Ernani di Giuseppe Verdi e Gemma di Vergy di Gaetano Donizetti, dell’opera buffa Chi dura vince di Luigi Ricci, e di due balli, Masaniello e I due forzati, con ben trenta repliche in calendario; che il progettista era l’architetto Ippolito Cremona; che era ornato dalle cinque statue di marmo bianco oggi in bella evidenza al Boschetto in linea con Via Chiodo; che al primo piano c’era uno spazio (il Casino civico) riservato a feste danzanti, cerimonie, e manifestazioni culturali; e che il sipario era stato dipinto da Francesco Gonin. Insomma, si sapeva tutto… tranne un particolare: come cominciò tutto questo? Cosa avvenne, cioè, nel giorno della posa della prima pietra? Continua a leggere

Il principe e la guerra delle meringhe

Bar Crastan

Il personaggio della Casa reale forse più chiacchierato e sicuramente più amato dagli spezzini era il principe Aimone, per l’anagrafe e per l’augusta famiglia Aimone Roberto Margherita Maria Giuseppe Torino di Savoia-Aosta, membro, come dice il nome, di Casa Savoia per il ramo cadetto Savoia-Aosta, roba complicata, ma che agli aristocratici piaceva molto.

Per la gente della sprugola, il principe Aimone Roberto eccetera eccetera eccetera, futuro Duca d’Aosta, era invece semplicemente l’Aimone. Continua a leggere

L’attico vista mare degli Antenati

grotta colombi 6

Come eravamo quando… non c’eravamo? O meglio, come eravamo quando sulle rive del golfo vivevano al massimo tre o quattro persone; diciamo una sola famiglia?

Ecco, oggi voglio proprio scendere fin laggiù per vedere come stavano le cose a quel tempo, tra il Paleolitico e il Mesolitico; un volo in un abisso temporale di ventimila anni almeno, quando anche da queste parti cominciavano ad attenuarsi gli effetti dell’ultima glaciazione detta del Würm, iniziata cinquantamila anni prima. Continua a leggere