C’è una storia curiosa a poco conosciuta che riguarda Garibaldi e Spezia. Nei giorni in cui il Generale giaceva in una stanza del Varignano prigioniero del re, e sofferente per la famosa ferita al piede patita sull’Aspromonte, le diplomazie di mezzo mondo stavano lavorando per dare corpo a un piano del presidente degli Stati Uniti Abramo Lincoln per cucire addosso al capo delle camicie rosse la divisa di comandante supremo dell’esercito che con gravi difficoltà stava combattendo contro i confederati del generale Robert E.Lee. Continua a leggere
Archivio mensile:aprile 2016
Alla guerra senza pallottole

Il rudere di Casa Ceretti
I ruderi di un’antica magione abbandonata all’insulto del tempo e all’assalto dei rovi e dell’edera, e un ospedale da costruire: sono questi gli incolpevoli protagonisti di un nuovo tragicomico dramma che sta andando in scena sul palcoscenico della Spezia. Quanto ai colpevoli, se ce ne sono, spetterà ad altri individuarli. Ma qual è l’oggetto del contendere? Quel rudere è semplicemente un rudere o rappresenta qualcosa di più? Purtroppo, fra di noi è invalsa la brutta abitudine di sparare sentenze senza neppure sapere di che cosa si sta parlando, ragione per la quale per taluni di resti del Politeama riaffiorati in Piazza Verdi sono reliquie da preservare a tutti i costi, mentre per altri sono nient’altro che pezzi di mattoni e calce ai quali si può rinunciare senza rimorsi di coscienza. E il fabbricato di località Ceré? Che valore ha? È un ravatto, come diciamo a Spezia, o ha un suo intrinseco valore? Io posso solo raccontare una parte – probabilmente la più significativa – della sua storia, lasciando al lettore il piacere di farsi una sua opinione.
Il testo che segue è tratto – sunteggiato – dal mio libro Ottocento – Quando Spèza divenne Spezia (a cura dell’Accademia lunigianese di scienze “Giovanni Capellini”, 2011). Continua a leggere