Mettiamo il caso…

Mettiamo il caso che io domani porti a casa mia un poveraccio che, mezzo morto di fame, seduto su uno scalino del Comune chiedeva ai passanti un pezzo di pane. Io lo porto in casa, lo salvo dandogli a mangiare, poi però non lo faccio più uscire. Lo trattengo, minacciando di tenerlo lì fino a quando – ecco la motivazione politica del mio gesto – lo Stato non ridurrà le tasse che ogni mese sono costretto a pagare.
E poiché gli stessi governanti sostengono che il carico fiscale che grava sui cittadini è iniquo, mi ritengo in diritto di pensare che la mia decisione di non lasciare uscire il mendicante da me salvato dall’inedia, essendo appunto un atto politico, sia condivisa dal governo nella sua collegialità.
Pertanto, se in questo Paese ha ancora valore la Costituzione repubblicana secondo la quale la legge è uguale per tutti, nessuno potrà trascinarmi in giudizio, anche se non coperto dalla tanto vituperata dai grillini immunità parlamentare: uno vale sempre uno, o no? E tutti siamo uguali di fronte alla legge, o no?
Ma se qualche giudice ci provasse ugualmente a chiamarmi in giudizio, cosa farebbero i Fivestars? Concederebbero l’autorizzazione o no?

Legittima difesa

Il parlamento ha approvato una nuova legge, targata Matteo Salvini – vicepresidente del consiglio (c’è chi assicura che in realtà sia il vero presidente del consiglio), ministro dell’interno, capo indiscusso della Lega non più Nord, già capo dei giovani comunisti lombardi – legge che consente al cittadino di difendersi pressoché come gli pare in caso di minaccia.
È la legge sulla legittima difesa.
Bene, benissimo. Allora, difendiamoci.
Vabbé, si fa presto a dire “difendiamoci”! Ma con che cosa?
Con un’arma, naturalmente. Sennò con cosa? I pugni, ma soprattutto l’intelligenza, non vanno più di moda. Quindi, giustappunto, ci vuole un’arma. Ma quale?
Vediamo un po’ attingendo dal Disc (Dizionario Sabatini Coletti): “Arma: qualsiasi strumento predisposto per ferire o uccidere: a. automatica, nucleare (beh, non esageriamo!)a. da taglio || a. bianca, che ferisce di punta o di taglio come il pugnale | armi da fuoco, quelle che utilizzano la polvere da sparo | a. non convenzionali, quelle chimiche, batteriologiche, nucleari, ecc.”. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.
Poi però tutti coloro che hanno votato a favore di quella legge, Lega non più Nord, anzitutto, ma anche 5Stelle e, a ruota Fratelli d’Italia e Forza Italia, un po’ spaventati dall’idea di ritrovarsi con una sfida all’Ok corral tra i piedi, si sono affrettati a fare sapere che tale norma non era un’esortazione ad armarsi; anzi, non è che chiunque lo vorrà potrà comprarsi una pistola, un fucile o una Skorpion, o mettersi in salotto un carro armato dell’Oto Melara come fanno nel Texas. Non è che l’Italia si trasformerà da un giorno all’altro in un saloon da Far west!
Come dire – e qui c’è una gran puzza di incostituzionalità – che chi già possiede un’arma potrà sparare a piacer suo, mentre chi non ce l’ha, mai ne avrà una.
Ah no? E allora con che cosa potrei difendermi da un eventuale rapinatore che mi piombasse in casa? Io non l’ho mai chiesto, né chiederei mai il porto d’armi. Ma se lo chiedessi? Perché lui sì e io no, visto e considerato che la nuova legge mi autorizza a difendermi?

Scandalo al sole

Golfo massacrato sito senato.it

Forse Giovanni Lorenzo Forcieri, presidente dell’Autorità portuale, crede di essere il primo ad avere avuto la brillante idea di interrare il golfo della Spezia. Si rassegni, non è così. Prima di lui ci pensò nel 1640 un nobile della Repubblica di Genova, tale Marco De Franchi, il quale giunse persino a presentare un progetto al Senato della Dominante: era sufficiente deviare il corso del fiume Magra mandandolo a sfociare nel golfo e il gioco era fatto: in breve – era convinto – gli inerti trascinati dall’acqua avrebbero riempito il golfo creando una vastissima prateria. Continua a leggere

Veleno / La buccia di banana

Alcuni giorni or sono sul Secolo XIX è comparso un intervento dell’ingegner Pierpaolo Bracco intitolato “Piazza Verdi: i reperti vanno lasciati in vista”. Siccome mi sono sentito indirettamente chiamato in causa da quello scritto ho inviato al giornale una lettera di risposta che mi è stata gentilmente pubblicata. Ultimamente però ho saputo che il medesimo intervento dell’ingegnere è stato ospitato anche in uno o – posso a questo punto supporre – più siti internet, e allora, non avendo tempo per setacciare la Rete, ho pensato che sia quantomeno il caso di inserire la mia risposta anche nel mio modesto blog sperando che qualcuno la legga. Continua a leggere

Sito archeologico dimenticato

Casa grande buona

La Soprintendenza ai beni archeologici, braccio operativo del ministero della cultura in Liguria, è scesa fragorosamente in campo in difesa dei ruderi affiorati in Piazza Verdi, alla Spezia, imponendo al Comune di adottare opere di salvaguardia. Come gli spezzini sanno, si tratta dei rottami di un teatro, il politeama Duca di Genova, costruito agli inizi del settimo decennio dell’800 e demolito agli inizi del terzo decennio del ‘900. Un edificio che visse insomma una vita, per di più una vita tribolata, durata solo una sessantina d’anni. Per degli uffici abituati a trattare reperti vecchi di duemila anni – ciò che resta della città di Luna, della Villa del Varignano, o della Villa di Bocca di Magra, solo per fare alcuni esempi – dovrebbe trattarsi di una esperienza esilarante, o forse umiliante.

Sarebbe anche per noi divertente se non sapessimo che ogni giorno che passa sono soldi nostri buttati nell’inceneritore dei rifiuti. Continua a leggere

Due gocce di veleno / Cercasi leader, disperatamente

Io e spadoliniSe andassimo in giro per la città a chiedere chi è il segretario (un tempo i leader dei partiti si chiamavano così) di Forza Italia, quanti fra i non addetti ai lavori risponderebbero correttamente secondo voi? E se chiedessimo – peggio che andar di notte – chi è il capo del Pd? O di Ncd? E chi della Cisl o della Uil? Continua a leggere