Destino già scritto da decenni

http://www.quifinanza.it/6646/editoriali/londra-shock-fra-10-anni-italia-non-restera-nulla.html?refresh_ce

Ma bisognava tenere occhi e orecchie chiuse per non capirlo. E’ tutto così chiaro da almeno quarant’anni! Due eventi hanno minato nelle fondamenta il Paese: il ’69, che ha distrutto la logica delle gerarchie sociali create dal merito che in tutto il mondo governano le comunità organizzate; e Mani pulite, che invece di punire solo gli individui colpevoli di malefatte, ha annientato quasi l’intero sistema politico (ha salvato, chissà perché, un solo partito) costringendolo alla resa nelle mani dei poteri forti.
In economia c’è una legge ferrea secondo la quale la moneta falsa scaccia quella buona. Lo stesso avviene in politica dove, proprio in conseguenza del ’69 e di mani pulite, le persone disposte a lavorare per la collettività si sono tirate fuori lasciando campo libero a chi all’interesse generale anteponeva quello personale. Pensate forse che sia un caso che i burocrati di Palazzo Chigi guadagnino più del consiglere personale di Obama?
E siccome a cambiare questo stato di cose doveva e dovrebbero essere proprio coloro che dal funzionamento di questa oliatissima  macchina infernale, da essi creata, traggono il maggiore profitto, ecco che il destino è segnato.
Non sarà fra dieci anni, forse ce ne vorranno venti, ma l’Italia in quanto Stato unitario è finita. Ci saranno spinte centrifughe per cui certe regioni forti si chiuderanno in forme di autarchia economica e sociale per cercare di sopravvivere; si accentuerà il fenomeno dell’emigrazione interna alla penisola, dal sud verso il nord; si svenderanno le residue attività produttive alla finanza straniera con il massacro dell’occupazione; chi potrà scapperà – come già si sta facendo – verso Paesi più ospitali; si allargherà il novero delle regioni in mano alla corruzione e alla criminalità organizzata; si invocherà la legge del taglione ben sapendo che solo una società fortemente islamizzata potrà e vorrà applicarla. A quel punto l’Italia nella quale siamo nati e cresciuti non esisterà più.

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Ma è giusto morire per Lhasa?

Barack Obama ha tuonato: “Putin pagherà per l’aggressione all’Ucraina”. E in aggiunta ha annunciato che manderà da quelle parti un po’ di carri armati, qualche bombardiere e un adeguato numero di soldati, tanto per fare vedere chi atomicacomanda. Tutta scena, si dirà, intanto però già si parla di schieramento di batterie di testate nucleari e di giocattolini del genere, così, tanto per divertirsi! Manco fossero i trenini Rivarossi.

Ma Obama non è un Premio Nobel per la pace? Continua a leggere

L’America e quelle relazioni pericolose

Credo che sia capitato a tutti, un giorno, di svegliarsi, o di  andare a letto, con un velleitario pensiero fisso nella testa: “Basta, finiamola, pianto tutto e me ne vado in cerca di un’isola lontana, dove non mi conosca nessuno, dove cominciare una nuova vita”.
Sono momenti cupi, l’inverno del nostro scontento. Poi in genere passa; per qualcuno invece non passa mai. Continua a leggere

Dalla peste alla chikungunya

In tempi recenti, prima abbiamo avuto la Sars, poi l’aviaria, quindi l’influenza suina, l’H1N1 e in ultimo ebola, nomi moderni che evocano incubi antichi come la peste, il colera, l’ergotismo, la lebbra, cupi scenari da medio evo. D’altronde l’uomo ha sempre avuto paura dell’ignoto, ha il terrore di quello che non può vedere, e i virus sono insidie che solo i ricercatori possono manipolare e rendere innocui nei loro laboratori, ovvero trasformarli in armi da distruzione di massa. Continua a leggere

E prima o poi, tutti a mollo!

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

Lungomare, dopo due giorni di intense piogge

Il 20 marzo del 2004 pubblicai sulla Nazione un servizio su due pagine per lanciare un allarme: noi spezzini dovremmo cominciare a preoccuparci perché secondo gli esperti mondiali a causa dei cambiamenti climatici entro il secolo il mare si alzerà di almeno un metro, e Spezia rischierà di finire sott’acqua. Continua a leggere

Gli alieni che vivono in mezzo a noi

Vivono in mezzo a noi, ma noi non ce ne accorgiamo. C’è qualcosa che ci fa sospettare la loro presenza, purtuttavia il sospetto resta tale. Ci sono, eppure non si vedono. Come extracomunitari giunti sui barconi e datisi alla clandestinità, o esseri alieni venuti dalle profondità cosmiche sanno rendersi invisibili, mimetizzandosi fra la gente comune. Continua a leggere

I panzer sul Bracco. Obiettivo: l'”amica” Spezia

Russland, Panzer IV und Panzer IIAlle tre del pomeriggio del 13 ottobre del 1943 gli italiani seppero che il loro nemico era cambiato: non erano più gli angloamericani, bensì il vecchio amico, l’alleato del “Patto d’acciaio”, quello dell’Asse: la Germania.
Come già in occasione della drammatica sera dell’8 settembre, fu ancora la radio a dare lo storico annuncio: “… l’Italia si considera dalle ore 15 di oggi in stato di guerra con la Germania”. Continua a leggere