Semplicemente geniale!

Dal Secolo XIX di oggi, un’altra gemma di Rolli.

secolo

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La castellana della Castellana

Carta marola

“A Bacela a parta, u Ronco u va via, chi l’è che sàa pìa?”.

Una frase siffatta possono comprenderla solo gli sprugolini doc; e per i non spezzini chiariamo che sprugolini sono i nati sulla Sprugola, cioè nei dintorni del lago che sta nel sottosuolo della città capoluogo del Golfo dei poeti. E questa, per i non spezzini doc, avvertendo che le Bacelle e il Ronco sono due località collinari sovrastanti la strada per Porto Venere, fra la Lizza e l’Acquasanta, è la traduzione: la Bacela parte, il Ronco se ne va, chi se se la piglia? Continua a leggere

Nascita di uno spezzino vero

Boschetto

Duecento anni fa nasceva un personaggio al quale Spezia deve molto, un personaggio che amava profondamente il suo paese, la sua città, il suo golfo: Agostino Falconi. Ecco alcuni brani che traggo dal mio Ottocento – Quando Spèza divenne Spezia (Accademia lunigianese di scienze Giovanni Capellini, volume n. 4 della Collana Erbaspada). Continua a leggere

Terra di canali e di mulini

bente

Di Spezia si è detto spesso che era una città d’acqua, e in effetti tutt’attorno c’erano molti canali che solcavano la pianura, pianura che poi altro non era che un esteso materasso fluviale. Cinque erano di buona e torrentizia portata. Dentro la cinta il canale dei Mulini attraversava l’abitato da nord a sud, lungo la direttrice dell’attuale Corso Cavour, e fuori, andando verso ponente, via via si incontravano il canale del Fosso (sedime dell’odierna Via Colombo), il torrente Làgora che veniva dal vallone di Rebocco, il torrente Starolo che nasceva sulle alture di Biassa, e il torrente San Francesco (o di Coregna) che scendeva dal colle della Lizza e andava al mare aggirando il Convento omonimo. Ancora più in là, tra San Vito e Marola, c’era il Caporacca detto anche canale di San Vito il cui corso fu spostato più verso Marola quando furono costruite le grandi vasche d’immersione dei legnami dell’arsenale. Continua a leggere

La fiera delle banalità

Mattarella

L’altra sera, nel suo discorso di fine anno al Paese, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha detto che secondo dati di Confindustria l’evasione fiscale in Italia sottrae ogni anno al fisco, qualcosa come 122 miliardi di euro, un valore di 7,5 punti di Pil e che solo dimezzandola si potrebbero creare più di trecentomila posti di lavoro.
Beh, non mi pare una grande notizia: sono decenni che sentiamo queste cose. Continua a leggere