Due stelle nate a Spèza

lyda borelliPer un curioso gioco della casualità La Nazione è uscita oggi con due pagine della sezione nazionale culturale dedicate ad altrettante grandissime attrici del passato la cui storia, per una ragione o per l’altra, affonda le loro radici – naturali l’una, artistiche l’altra – in terra spezzina: Lyda Borelli ed Eleonora Duse. Per chi non lo sapesse, ecco il perché.

In Via Mazzini, in una stanza della pensione “Roma già Nazionale” il 22 marzo del 1884 nasceva Lyda Borelli, figlia Lydadi un attore di passaggio. Su questa notizia dell’origine spezzina della bellissima e brava attrice dai tratti raffaelleschi è da tempo in corso una disputa con Genova perché alcune fonti la danno come nata a Rivarolo.

Nel 1902, appena quindicenne, Lyda esordì in teatro nella compagnia di Francesco Pasta e Virginia Reiter divenendo in breve tempo una delle primedonne più acclamate del teatro italiano. Passata alla compagnia di Virgilio Talli, fu promossa prima attrice giovane a soli 18 anni, e nel 1904 conobbe la consacrazione definitiva interpretando il ruolo di Splendore nella prima rappresentazione de La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, assurgendo infine a prima attrice nel 1909 con Ruggero Ruggeri. Undici anni dopo il debutto in teatro imboccò la strada del cinema, ancora muto, partecipando a Ma l’amor mio non muore di Mario Caserini. Lo straordinario successo riscosso dal film la consacrò “divina” per antonomasia fra le attrici della celluloide. Tra il 1914 e il 1918 la fascinosa Lyda, definita «la prima grande sacerdotessa del nascente divismo», girò quindici pellicole, ma nel 1918, al culmine della celebrità, dopo aver sposato il conte Vittorio Cini di Ferrara, sorprendendo tutti si ritirò dalle scene. Morì a Roma il 2 giugno del 1959.

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Un’intensa immagine di Eleonora Duse

Il primo Teatro delle Varietà era un baraccone di tavole e di tela situato fuori dalle mura della città medievale, nella zona in cui grossomodo oggi c’è Via Rosselli, nei pressi di Via Prione. Quel teatro fu demolito e rifatto alcune volte in zone diverse fino ad essere identificato, nella sua ultima versione, con l’odierna Unione Fraterna. In una delle sue vite “di mezzo”, munito di platea, galleria e palchetti distinti, il teatro si ritagliò un posticino nella storia della città e dello spettacolo nazionale perché nel 1879 vi esordì in un ruolo da protagonista la ventunenne Eleonora Duse.

eleonLa signorina era nel cast della compagnia drammatica di prosa di Francesco Ciotti ed Enrico Belli Blanes che aveva come prima attrice Giulia Gritti, una star tutta talento e capricci; così capricciosa che un bel mattino sparì senza dire niente a nessuno. Aveva semplicemente deciso di andare a Palermo, o forse era sopravvenuto un impegno inatteso, chissà. Belli Blanes, uno scafato caratterista, non si scompose affatto e affidò la parte della “prima amorosa” alla giovane Eleonora che riscosse un successone meritandosi applausi a scena aperta. Era il “la” a una carriera strepitosa.

Sotto la gestione dell’impresario Betellani il teatro ospitava spettacoli leggeri, pantomime, fantasisti, macchiettisti e commedie, richiamando sempre un foltissimo pubblico che garantiva sovente il tutto esaurito.

(Testi tratti da Gino Ragnetti, Ottocento – Quando Spèza divenne Spezia, Accademia lunigianese di scienze Giovanni Capellini, 2011).

 

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