Una luna da innamorati. O da bombardieri

bombe comune

C’era una splendida luna quella notte sul golfo immerso nel buio dell’oscuramento. In molte case qualcuno vegliava, improvvisata sentinella pronta a buttare tutti giù dal letto al primo accenno di pericolo. Alla testata del Molo Italia, dov’era ormeggiato il cacciatorpediniere Alpino tolto dal fronte caldo del Mediterraneo per lavori da farsi in arsenale, alcuni giovani marinai chiacchieravano a bassa voce senza mai allontanarsi dalle tre postazioni di mitragliatrici situate nei pressi della nave. Nei bunker delle batterie contraeree sparse sulle colline le vedette scrutavano il cielo, sgombro di nuvole e così maledettamente chiaro malgrado l’ora tarda. Tutta colpa di quella bella, lucente luna.

Una luna da innamorati.

O da bombardieri.

E i bombardieri vennero. Ne arrivarono 191 per scatenare l’apocalisse sulla città svegliata di soprassalto dalle sirene dell’allarme aereo. In neanche un’ora d’inferno scaricarono 493 tonnellate di bombe dirompenti e 99 tonnellate di esplosivo. Cinque notti dopo il Bomber Command inglese spedirà sulla Spezia altri 186 apparecchi a completare l’opera di distruzione con 329 tonnellate di dirompenti e 109 tonnellate di incendiarie. Continua a leggere