L’America e quelle relazioni pericolose

Credo che sia capitato a tutti, un giorno, di svegliarsi, o di  andare a letto, con un velleitario pensiero fisso nella testa: “Basta, finiamola, pianto tutto e me ne vado in cerca di un’isola lontana, dove non mi conosca nessuno, dove cominciare una nuova vita”.
Sono momenti cupi, l’inverno del nostro scontento. Poi in genere passa; per qualcuno invece non passa mai. Continua a leggere

Dalla peste alla chikungunya

In tempi recenti, prima abbiamo avuto la Sars, poi l’aviaria, quindi l’influenza suina, l’H1N1 e in ultimo ebola, nomi moderni che evocano incubi antichi come la peste, il colera, l’ergotismo, la lebbra, cupi scenari da medio evo. D’altronde l’uomo ha sempre avuto paura dell’ignoto, ha il terrore di quello che non può vedere, e i virus sono insidie che solo i ricercatori possono manipolare e rendere innocui nei loro laboratori, ovvero trasformarli in armi da distruzione di massa. Continua a leggere

E prima o poi, tutti a mollo!

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Lungomare, dopo due giorni di intense piogge

Il 20 marzo del 2004 pubblicai sulla Nazione un servizio su due pagine per lanciare un allarme: noi spezzini dovremmo cominciare a preoccuparci perché secondo gli esperti mondiali a causa dei cambiamenti climatici entro il secolo il mare si alzerà di almeno un metro, e Spezia rischierà di finire sott’acqua. Continua a leggere

Gli alieni che vivono in mezzo a noi

Vivono in mezzo a noi, ma noi non ce ne accorgiamo. C’è qualcosa che ci fa sospettare la loro presenza, purtuttavia il sospetto resta tale. Ci sono, eppure non si vedono. Come extracomunitari giunti sui barconi e datisi alla clandestinità, o esseri alieni venuti dalle profondità cosmiche sanno rendersi invisibili, mimetizzandosi fra la gente comune. Continua a leggere

I panzer sul Bracco. Obiettivo: l'”amica” Spezia

Russland, Panzer IV und Panzer IIAlle tre del pomeriggio del 13 ottobre del 1943 gli italiani seppero che il loro nemico era cambiato: non erano più gli angloamericani, bensì il vecchio amico, l’alleato del “Patto d’acciaio”, quello dell’Asse: la Germania.
Come già in occasione della drammatica sera dell’8 settembre, fu ancora la radio a dare lo storico annuncio: “… l’Italia si considera dalle ore 15 di oggi in stato di guerra con la Germania”. Continua a leggere