Gabriello, e il Bagno della regina

gabriello

“Bagno Gabriello”. Chi era quel signor Gabriello? E soprattutto, com’era quel Bagno?

Sembra una cosetta da niente e invece, almeno per me, fino a poche ore fa era un bel mistero.

Di quello stabilimento balneare che nel 1853 visse per un’estate in un clima da dolce vita con la famiglia reale che al gran completo trascorreva splendide vacanze all’albergo Croce di Malta, oggi sede della Fondazione Carispezia, e con la sedicenne Virginia Oldoini, non ancora contessa di Castiglione, che faceva girare la testa a tutti gli ufficiali del seguito di Sua Maestà; di quello stabilimento, dicevo, tutti sapevamo, o perlomeno io sapevo, poco o nulla. Avevo letto che si trovava dirimpetto al prestigioso albergo Croce di Malta, che era un semplice pontile di legno sul quale erano allineate alcune baracche anch’esse di legno da usare come cabine per cambiarsi prima e dopo le bagnature, e che, appunto, era chiamato semplicemente Bagno Gabriello. Non c’era motivo di dubitare che quella fosse la realtà, giacché alcune fotografie della seconda metà dell’800 confermavano la modestia della struttura.

A dire il vero mi sembrava che un impianto così descritto poco si addicesse sia all’eleganza dell’hotel, un esercizio del quale si parlava in tutta Italia, sia, soprattutto, al rango dei componenti della Real Casa. Sì che all’occorrenza c’erano gli avveniristici bagni di acqua calda e fredda, salata o dolce di cui era dotato l’esercizio ad allietare il soggiorno degli ospiti dell’albergo appena rifatto sulla struttura dell’albergo Golfo della Spezia, tuttavia, era possibile che a personaggi del calibro di Virginia – giovanissima, ma già conscia del suo ruolo di sciupamaschi – e degli ufficiali aiutanti dei sovrani, per non dire dei principini, si potesse offrire uno stabilimento balneare di quel genere?

Bagno Gabriello! Insomma, il dubbio c’era, ed era forte. Ma tant’è: quelle erano le informazioni che passava il convento, vale a dire le notizie tramandate dagli studiosi di storia sprugolina in servizio permanente effettivo dalla seconda metà dell’800 in poi, e a tali fonti era d’obbligo rifarsi. Tra l’altro, va tenuto conto del fatto che il primo giornale locale di cui si conservi copia nella gloriosa biblioteca Mazzini è il settimanale Il Corriere del golfo il cui primo numero è datato 18 giugno 1865. Di quanto avveniva in città prima di quella data c’erano dunque scarse ed esili tracce.

Poi, poche ore fa, la scoperta. Per caso mi è capitata tra le mani un’inserzione pubblicitaria comparsa su un giornale genovese di mercoledì 2 giugno 1841 e il mistero si è dissolto: Gabriello si chiamava Cozzani, e faceva il maestro legnaiolo, e il suo stabilimento era qualcosa di più di un pontile e di una fila di baracche.

In quella inserzione il Gabriello Cozzani annunciava che il 20 di quello stesso mese di giugno avrebbe «ultimato e messo a disposizione de signori accorrenti sulla spiaggia marittima della Spezia, e precisamente di contro al pubblico giardino, un casino in legno contenente sei camerini per bagni, piantato solidamente sopra pali, ed a cui si giungerà mediante un ponte di legno. Li signori che vorranno onorarlo troveranno la biancheria per asciugarsi e le persone per il servizio, come pure si darà tutto l’impegno di mobiliare i camerini in modo che uniscano i comodi all’eleganza. La discretezza de’ prezzi e l’esattezza del servizio gli danno lusinga che incontrerà la soddisfazione de signori che vorranno favorirlo e de’ quali nulla lascerà intentato per incontrare il gradimento e la protezione».

marina

La vecchia Spezia “vista” da Agostino Fossati. A sinistra si notano, al piano, il villaggio di San Vito, spianato dagli uomini di Chiodo per fare posto all’arsenale, e, su un colle, l’abitato di Marola

Bene, ecco risolto un piccolo enigma della storia spezzina! Ora sappiamo che lo stabilimento balneare, aperto da un signore che si chiamava Cozzani, fu inaugurato il 20 giugno del 1841, cioè prima ancora che fossero costruiti (1846) l’albergo Golfo della Spezia e il Teatro Civico, e che come caratteristiche era abbastanza dignitoso, considerata l’epoca.

Negli anni ’70 sempre dell’800, verosimilmente subito dopo il trasferimento del Croce di Malta nel grande edificio di viale Mazzini e l’insediamenti nella sua vecchia sede del Grand Hotel d’Italie da parte di Pierre Pernigotti, l’impresario del Dazio Giuseppe Cozzani, forse figlio di Gabriello, trasferì le strutture del Bagno di là dal colle dei cappuccini (Porta Rocca) cambiandogli il nome in Bagni di San Cipriano. Una storia che si concluderà soltanto nella prima metà del Novecento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...