Il lericino che fermò il cacique

Il 3 settembre del 1822 nacque a Lerici Francesco Bibolini il quale, come molti suoi concittadini partiti per le terre d’oltremare in cerca di lavoro, presto varcò a sua volta l’oceano. Egli però oltre alla valigia di cartone portava con sé la veste talare ottenuta nel ’47: divenne infatti un sacerdote famoso, storico pacificatore della pampa argentina.

Calfucurà

Calfucurà

Venduti tutti i suoi beni per pagarsi il viaggio, il ventiseienne

pampa guerriero

Lanzado tehuelche della Patagonia

prete il 21 dicembre del 1848 partì da Genova e nel ’53 raggiunse il Paraguay trovandosi subito nei… guai. Scambiato per un medico, fu difatti sequestrato da un poliziotto che lo costrinse a praticare un’amputazione. Bibolini decise allora di abbandonare il Paraguay per raggiungere l’Argentina. Arrivato a Buenos Aires dopo un’avventurosa traversata delle foreste e delle paludi infestate da animali feroci, il giovane chiese e ottenne dalle autorità ecclesiastiche di essere mandato nelle selvagge pampas. Avuta la nomina a parroco del villaggio di 25 Mayo, il lericino cominciò a contattare gli indios, all’inizio diffidenti – a buon motivo – verso l’uomo bianco, finendo per farsi benvolere sia dai nativi, sia dai coloni. La sua fama raggiunse livelli altissimi nel ’59 quando da solo, mentre tutta la sua gente fuggiva terrorizzata, si incamminò sulla strada del grande cacique mapuche Calfucurà (Roccia Azzurra), il quale messosi alla testa di una grande confederazione dei popoli della pampa con un’orda di cinquemila guerrieri indios andava seminando il terrore lungo la frontiera distruggendo avamposti militari e villaggi di coloni, predando e uccidendo tutti “los huincas”, gli uomini bianchi invasori, che trovava sul suo cammino.

pampa avamposto

Avamposto dell’esercito argentino nella pampa

Il coraggio di Bibolini, presentatosi tutto solo all’accampamento di Calfucurà, impressionò il gran capo che lo accolse con simpatia rinunciando ad attaccare 25 Mayo e decidendo infine di tornarsene alle sue terre. Non depose però mai le armi; anzi, continuò a combattere strenuamente gli huincas fino alla sua morte, avvenuta del 1873.

Don Francesco, per questo divenuto per tutti “el santo de las pampas”, fu il primo parroco della chiesa della Madonna del Rosario e visse in totale povertà fino al 1907, anno della sua scomparsa.

(Tratto da Gino Ragnetti, Ottocento – Quando Spèza divenne Spezia, Accademia lunigianese di scienze Giovanni Capellini)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...