Spezia e il grillo, amore a prima vista

grilli

Chi di noi, bambini della Spezia degli anni Quaranta/Cinquanta, non ha mai fatto una bella corsa con un grillo lungo via Mazzini, tra il Boschetto e la pineta zigzagando in mezzo a imprudenti passanti? Ben pochi, credo. Ma quanti sanno che proprio la Spezia è stata tra le prime città di una certa importanza, dopo Reggio Emilia, a ospitare quel simpatico veicolo per il divertimento di tanti ragazzini? L’ho scoperto casualmente imbattendomi in questa intervista con l’inventore del mitico triciclo pubblicata sul Resto del  Carlino, edizione di Reggio Emilia, del primo febbraio ’84. “Il nome di Manlio Battilani, sessantaseienne artigiano di Groppo, non è molto noto, al di fuori del comune di Reggio città, lo è invece la sua invenzione il grillo, una specie di triciclo che, dagli Anni Cinquanta, corre in parchi, giardini e piazze di mezza Italia e costituisce un’ottima occasione di divertimento per bambini e ragazzi”.

 “Il grillo – spiega il signor Battilani – è un triciclo a sedile (lungo 130 cm, largo 60 ed alto 70, del peso di 10 chili) realizzato con tubi di ferro e lamiera ed azionato mediante pedale a catena a movimento alternativo su un rocchetto libero. L’ho costruito a Reggio nel ’51, l’ho sperimentato, quell’anno in piazza Fontanesi e l’ ho brevettato nell’aprile del 53. L’idea mi è venuta guardando il triciclo Leprotto delle Officine Ferrari di Modena”.
“All’inizio – dice Battilani – mi tiravo dietro alla bicicletta 7, 8 grilli che noleggiavo sulle piazze di Vetto e Cavriago, poi, vedendo che i clienti (a volte, anche adulti) aumentavano sempre, acquistati un camioncino per battere Castelnuovo Monti, la bassa, Rapallo e la Spezia”.

“Ben presto mi spostai in Lombardia, in Piemonte, in diverse altre regioni; da marzo ad ottobre giravo sistematicamente l’Italia; d’inverno, lavoravo nei giardini pubblici reggiani. La tariffa era di 30 lire per un giro di 10 minuti e di 50 lire per uno di 20 minuti.Spesso invece dei soldi, accettavo bottiglie che rivendevo a 40 lire l’una, alla Casa vinicola Cucchi. Smisi questa vita nel ’64, per tornare, l’anno dopo, a Groppo a montare tricicli da inviare agli animatori di parecchi parchi italiani privati, gruppi ed enti stranieri”.

“Ho mandato esemplari del grillo – prosegue Battilani – in Arabia Saudita, Egitto, Svizzera, Francia, Germania, Danimarca, Cina e Giappone. Mi sono arrivate richieste dal Canada, dal Guatemala e dal Brasile, ma sono in difficoltà nell’affrontare una produzione del genere e, sopratutto, nel provvedere alla sua spedizione. Sono in pensione dal ’78 e, ormai, costruisco queste macchinette solo per hobby, col rimpianto che i miei due figli maschi non abbiano continuato un’attività capace di offrire anche a livello economico, notevoli prospettive e che potrebbe permettere l’installazione di una fabbrica in grado di dar lavoro a venti persone”.

Il signor Manlio Battilani è scomparso il 13 dicembre del 2013.

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