Altro che Forrest Gump!

Affacciarsi al balcone di casa, e scoprire la vita, la vita vera!

È quello che si prova sfogliando (e leggendo) “Balcone con vista”, ultima opera d’arte – più che un semplice libro – di Riccardo Carnovalini, spezzino doc, un autentico giramondo che tuttavia un giorno ha deciso di andare a vivere in montagna, in una valle delle Alpi Graie, ad allevare capre e a produrre formaggi, in mezzo alla natura, in mezzo, appunto, alla vita.

Lo conosco da un’infinità di anni – quanti anni sono, Riccardo, quasi una cinquantina? – lo conosco cioè dal giorno in cui due ragazzini, lui e Cristina, la sua fidanzata di allora, si presentarono nella redazione della Nazione per parlarmi di un sogno: volevano fare a piedi l’Alta via dei monti liguri, da Ventimiglia a Ceparana, passando per il punto più alto, e io, con il giornale, avrei dovuto battere la grancassa per fargli un po’ di pubblicità. Lo feci più che volentieri, e il sogno divenne realtà.

Da allora Riccardo non si è più fermato. E io per diversi anni, con crescente stupore mi sono trovato a raccontare sul giornale le sue imprese: tutto l’Appennino da Reggio Calabria al Colle di Cadibona, sempre a piedi e per due volte, perché una sola non gli bastava; e poi l’intero arco delle Alpi, avanti e indietro per ben tre volte; quindi, la risalita dalla foce alle fonti del Po, del Piave, dell’Arno e del Tevere, con l’aggiunta dei domestici Magra e Vara quando aveva voglia di farsi una sgambata; e il periplo della penisola da Trieste a Ventimiglia; e l’Europa da Trieste alla Danimarca per Vienna, Praga e Berlino, e… Insomma, un’infinità di fantastiche imprese compiute nel nome della pace e dell’amicizia tra i popoli (quanto ce ne sarebbe bisogno, al giorno d’oggi!), culminate in un viaggio durato un anno, sempre a piedi, attraverso ventidue Paesi d’Europa. Altro che Forrest Gump!
Alla passione per le camminate, Riccardo unisce uno straordinario talento per la fotografia: basta appunto sfogliare “Balcone con vista” (Edizioni Magister, Matera) per rendersene conto.

La cosa sorprendente è che lui, uno che ha girato a piedi praticamente tutto il continente, è riuscito a fare un libro con 248 meravigliose fotografie – non perdetelo, è sul serio un’opera d’arte da custodire con cura – immortalando il mondo che lo circondava senza muoversi, visto giustappunto dal balcone di casa. Già la sola idea è a dir poco geniale.

Un tipo così, il ragazzo e poi l’uomo degli spazi sconfinati, non poteva certo passare senza lasciare traccia se non nelle pagine di un quotidiano. Come leggo nella sua biografia, ha infatti al suo attivo una ventina di libri, centinaia di reportages su riviste di viaggio e natura, da Atlante ad Airone, da Epoca all’Europeo. È stato fotografo del Touring Club Italiano e dell’Istituto Geografico De Agostini; è autore dell’Agenzia internazionale “Getty Images”, e nel suo archivio personale ha catalogato mezzo milione di foto, molte in pellicola di medio formato.

Ecco chi è, in rapida sintesi, Riccardo Carnovalini (andate su Wikipedia per saperne di più), uno spezzino che non molti spezzini conoscono, e del quale mi onoro di essere amico, soprattutto per i valori umani ch’egli trasmette con le sue imprese e le sue opere, come “Balcone con vista”, che ci propongono sempre la simbiosi tra l’uomo e la natura quale protagonista. Come dovrebbe essere!