“Achse, catturate la flotta!”

Da alcuni giorni è nelle librerie e in numerose edicole della Spezia e provincia, pubblicato da Edizioni Giacché, il mio nuovo libro. È la storia, come non vi è mai stata narrata, della Spezia e del golfo nella seconda guerra mondiale, un racconto ricco di vicende, umane e belliche, in molti casi del tutto inedite, che si legge come un appassionante romanzo giallo di Agatha Christie.

L’Achse del titolo era la parola d’ordine lanciata nel tardo pomeriggio dell’8 settembre 1943 dalla “tana del lupo”, il Quartier generale di Adolf Hitler, che riguardava in particolare proprio la Spezia. Il messaggio in codice trasmesso ai comandanti di due divisioni di fanteria da montagna e a robuste unità della 1ª SS Leibstandarte, truppe di élite del führer munite anche di dodici carri armati, dislocate nei giorni precedenti in maniera alquanto truffaldina tutt’attorno alla provincia, dal Bracco al Centocroci alla Cisa, ordinava infatti di dare l’assalto alla città, occupare la Piazza militare, e – priorità assoluta – catturare la flotta.

Achse era stato appena lanciato, e già i soldati hitleriani erano in marcia per mettere le mani sulla preda agognata: le navi da battaglia dell’ammiraglio Carlo Bergamini, sempre agli ancoraggi nel golfo in attesa di ordini. Ma mentre dalle Alpi alla Calabria sull’onda emotiva dell’annuncio dell’armistizio dato alla radio dal generale Badoglio l’esercito si sbandava – il famoso “Tutti a casa!” – alla Spezia qualcuno scelse di restare e di opporsi in armi all’invasore, perlomeno fino a quando le navi non avessero preso il largo mettendosi in salvo.
Fu così che divampò la battaglia della Spezia, con i germanici inchiodati per tutta una notte e diverse ore della mattinata sulla linea del Magra da un pugno di eroici soldati italiani ben decisi a tenere alta la bandiera. E la flotta fu salva.