Non ci resta che piangere!

Da qualche tempo ho maturato la convinzione che il degrado morale, sociale ed economico del nostro Paese sia ormai irreversibile.

Basta guardarsi intorno per capire.
Ogni giorno che passa qualcuno si compra un pezzo dell’economia italiana – o quel che ne resta, giacché c’è rimasto ben poco – e poi ne fa quello che gli torna più comodo (chiude, manda tutti a casa, se ne va portandosi via il marchio, e chi s’è visto s’è visto!); ogni anno mezzo milione di pensionati con un po’ di soldini se ne va a vivere all’estero dove trova certamente migliori condizioini sociali ed economiche; ogni anno decine di migliaia di giovani abbandonano l’Italia per trovare un lavoro che gratifichi le loro capacità; in compenso, ogni anno arrivano decine di migliaia di disperati che hanno bisogno di tutto, che bene che gli vada finiscono in mano a qualche caporale a raccogliere arance per cinque euro al giorno e che all’Italia non possono dare altro che le loro braccia e la volontà di rifarsi una vita.

Questa la realtà, e ciò significa che la qualità del Paese inevitabilmente è destinata ad abbassarsi arrivando presto al punto di non ritorno.

Mi sbaglierò, il Grande Spirito sa quanto vorrei sbagliarmi, ma il Bel Paese è finito!

Santi e peccatori

Mentre nei vari Stati andava avanti lo spoglio dei voti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato: “Abbiamo vinto, ma c’è una frode in atto. Stanno cercando di rubarci le elezioni”.
“Una frode in atto!”.
Dunque, il capo del primo Paese del mondo, l’uomo che tiene in pugno la valigetta con i codici delle bombe nucleari, ammette che in America le elezioni (in virtù delle quali lui stesso è stato peraltro eletto presidente nel novembre 2016), sono taroccabili.
Per chi da sempre guarda all’America come simbolo della libertà non è certo una piacevole scoperta.
Comunque, per vedere le cose in modo pragmatico, se c’è un tarocco devono esserci anche dei taroccatori. È la solita storia, vecchia come il mondo, dei santi e dei peccatori.
Nella fattispecie, secondo Trump i peccatori sarebbero ovviamente i democratici e i santi, altrettanto ovviamente, sarebbero i repubblicani.
Ma davvero tutti i democratici sarebbero dei peccatori e tutti i repubblicani sarebbero dei santi? Difficile, anzi impossibile, mandarla giù. Manco lo stesso Trump lo crederebbe.
Pertanto, preso atto che ogni elezione di un presidente americano potrebbe essere stato il risultato di un colossale imbroglio, e considerato che non tutti i democratici sarebbero dei peccatori e non tutti i repubblicani sarebbero dei santi, ne deriva che pure tra i repubblicani ci sarebbero dei peccatori, gente in grado di manipolare, sino a falsarla, persino un’elezione presidenziale. E allora, quanti potrebbero essere, in percentuale, questi repubblicani falsari? Nessuno può dirlo, per cui l’unica strada buona da intraprendere è quella salomonica: fifty fifty, per dirla alla jankee.
Ebbene, anche se sarebbe lecito pensare che potrebbero essere di più, come di meno, anche “solo” un cinquanta per cento di potenziali taroccatori sarebbe in grado in via di pura ipotesi di fare pendere fraudolentemente la bilancia anche a favore di Trump. Come, s’intende, a parti invertite per Biden. Sta succedendo? È già successo?
Non posso certo saperlo. Ma in ogni caso, resta il fatto che è molto triste scoprire a quale livello di miseria morale sia scesa l’America!