Per un pugno di Bot

Oggi l’Italia si divide sui minibot, geniale idea dei cervelloni della Lega non più Nord per saldare il debito che le pubbliche amministrazioni – Stato, uffici periferici, ed enti locali – hanno nei confronti nei loro fornitori. A scanso di equivoci, è bene precisare subito che responsabili di questo debito sono tutti i governi succedutisi da almeno un decennio in qua. Quindi nessuno può chiamarsi fuori. E tanto per capire di cosa stiamo parlando, saremmo di fronte (manca una cifra ufficiale) a una voragine di circa sessanta miliardi di euro, non quattro palanche. Va aggiunto però che nel 2014 il governo stanziò quaranta miliardi per saldare buona parte di quel debito, che però poi ha ripreso a crescere.
Ebbene, ora la Lega vorrebbe tacitare i creditori pagandoli con dei Bot di piccolo taglio, uno strumento finanziario che tuttavia secondo alcuni avrebbe lo stesso valore dei soldi del Monopoli (cioè carta straccia) o di un assegno cabriolet (cioè scoperto), e che secondo altri si configurerebbe invece come una moneta parallela all’euro, divisa che – oltre a far crescere in misura proporzionale il debito pubblico – sarebbe emessa in violazione dei patti sottoscritti da tutti i Paesi aderenti all’Area euro, tra cui ovviamente l’Italia. Quindi, il minibot sarebbe o denaro fasullo sul tipo di quello della banda degli onesti (con riferimento a Totò, Peppino, ecc. che vediamo qui sotto, e non ai 5 Stelle, sia ben chiaro) ovvero una valuta illegale. In più sarebbe un grimaldello con il quale scrardinare porte e portoni e favorire l’uscita dell’Italia dall’Area euro. Va da sé che per i suoi sostenitori sarebbe invece uno strumento perfettamente legale; sarebbe anzi un toccasana per la nostra economia.

Per sorridere un po’!

Vediamo allora chi sono gli alfieri e chi i detrattori dei minibot.

SONO A FAVORE

Matteo Salvini

Titolo di studio: maturità classica.
Professione: giornalista di Radio Padania, ma dal 1990, dall’età di 17 anni, svolge attività politica.
Stato attuale: segretario della Lega (ex Nord), vicepresidente del consiglio e ministro dell’interno.

Luigi Di Maio

Titolo di studio: maturità classica.
Professione: nessuna, ma ha svolto alcune attività come giornalista pubblicista (quindi occasionale), lavoro di web commerce, manovale, lo steward allo stadio San Paolo di Napoli.
Stato attuale: capo politico del Movimento 5 stelle, vicepresidente del consiglio e ministro del lavoro e delle politiche economiche.                                               

Giorgia Meloni

Diploma: liceo linguistico.
Professione: da tutte le biografie risulta giornalista professionista (è regolarmente iscritta all’Ordine e all’Inpgi), ma non sono riuscito a trovare per quale testata giornalistica abbia svolto il praticantato e quindi sia stata assunta come redattrice, e per chi, pertanto, abbia lavorato. Svolge comunque attività politica dall’età di 15 anni.
Stato attuale: presidente del partito Fratelli d’Italia.

SONO CONTRARI

Giuseppe Conte

Titolo di studio: laurea in giurisprudenza.
Professione: avvocato e docente universitario.
Stato attuale: presidente del consiglio dei ministri.              

Giovanni Tria

Titolo di studio: laurea in giurisprudenza.
Professione: docente di Economia, Macroeconomia, Storia del pensiero economico alle Università di Perugia e La Sapienza di Roma. Dal 2017 è preside della facoltà di Economia di Tor Vergata.
Stato attuale: ministro dell’economia.

Mario Draghi

Titolo di studio: laurea in economia all’università la Sapienza di Roma e specializzazione al Massachusetts Institut of Technology.
Professione: professore universitario, negli anni Novanta diventa alto funzionario del ministero del tesoro. Nel 2005 viene nominato Governatore della Banca d’Italia entrando per tale ruolo nel consiglio direttivo e nel consiglio generale della Banca centrale europea, e nel C.d.A. della Banca dei Regolamenti internazionali. È stato inoltre presidente del Financial Stability Board. È stato direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale e nella Banca Asiatica di Sviluppo.
Stato attuale: presidente della Banca centrale europea

Ecco, secondo voi, a chi conviene credere? E sempre secondo voi, chi sta cercando di prenderci per i fondelli?

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