Ma perché ce l’hanno con noi?

Su Facebook è in corso un interessante dibattito sui motivi per i quali, conti alla mano, l’Europa tratta l’Italia in modo diverso rispetto a Francia e Germania. Con noi pugno di ferro, e con loro guanto di velluto, come se quelli fossero i bravi e noi i cattivi. E ci si lamenta perché la Francia, per esempio, ha saputo salvare i suoi gioielli (vedi il caso attuale di Fca-Renault) mentre noi siamo stati capaci di dilapidare un autentico tesoro di imprenditoria pubblica svenduta al primo offerente.
Ma era tutto oro quel che luccicava? A prendere come esempio Alitalia, al di là degli aspetti patriottici, non direi proprio. Altro esempio: un secolo fa sono andato in Corsica con un traghetto della Corsica Ferries (francese, con una gamba in Italia, privata). L’anno dopo sono andato in Sardegna con la Tirrenia (società italiana di Stato). Non sto a dirvi la differenza – dalla cortesia del personale alla pulizia dei servizi igienici e delle cabine – ve la potete immaginare.

Ecco, io penso che ci siano non una, ma mille ragioni che possono spiegare la severità, dovuta anche a una non ingiustificata diffidenza, che gli Stati europei mostrano nei nostri confronti. Siamo noi che facciamo finta di non vederle.

Noi facciamo finta di non sapere che un terzo dell’Italia, se non la metà, è in mano alla criminalità organizzata (mafia in Sicilia, ‘ndrangheta in Calabria, camorra in Campania e dintorni, Sacra corona unita in Puglia, mafia nigeriana al nord), come se fosse la cosa più naturale di questo mondo.

Facciamo finta di non sapere che in Italia costruire un chilometro di autostrada costa tre volte di più che nel resto del mondo.

Facciamo finta di non sapere che lo Stato italiano è debitore cronico verso le imprese fornitrici di qualcosa come 60 miliardi di euro. Altrove le fatture vengono pagate a 30 o a 60 giorni, da noi a… due o a tre anni (quando va bene).

Facciamo finta di non sapere che lo Stato italiano è debitore verso i contribuenti di trenta miliardi di euro per rimborsi fiscali mai effettuati.

Facciamo finta di non sapere che in una piccola città di provincia c’era una azienda pubblica di pubblica utilità che aveva duecento dipendenti (stipendi) in più di quelli che occorrevano: quante aziende del genere ci sono in Italia?

Facciamo finta di non sapere che in Italia c’è gente che lavora, ma che non paga un euro di tasse (lavoro nero) per un ammontare annuo di cento miliardi di euro.

Facciamo finta di non sapere che in ogni ora del giorno migliaia di persone pagate da noi per servire il cittadino invece di essere al lavoro stanno facendo gli affari propri.

Facciamo finta di non sapere che quanto riguarda i cittadini in età da lavoro in possesso di laurea, i dati Eurostat pongono l’Italia al penultimo posto in Europa.

Facciamo finta di non sapere che l’Italia è sui gradini più alti del podio mondiale per il tasso di corruzione.

Facciamo finta di non sapere che in Italia è scomparsa una classe imprenditoriale capace di aprire fabbriche con centinaia di dipendenti.

Facciamo finta di non sapere che ogni settimana, se non ogni giorno, un pezzo dell’economia più pregiata italiana finisce in mani straniere.

Facciamo finta di non sapere che, pur avendo una disoccupazione giovanile che supera il trenta per cento, le aziende italiane non riescono a trovare la manodopera specializzata che gli occorre.

Facciamo finta di non sapere che centinaia di famiglie di pensionati che con il loro assegno mensile erano costrette a tirare la cinghia, hanno fatto le valigie e sono emigrate in Paesi nei quali, con la stessa pensione, ora vivono bene e senza problemi né economici né di sicurezza.

Facciamo finta di non sapere che ogni giorno uno, due, cento giovani laureati lasciano l’Italia per trovare un’occupazione confacente alla loro carriera scolastica.

Facciamo finta di non sapere che il cittadino italiano deve chiedere per favore allo Stato quello che gli spetta di diritto.

Facciamo finta di non sapere che il nostro Paese sta scivolando nemmeno troppo lentamente verso un regime autoritario nel quale si discrimina la gente per ragioni di religione, di etnia e di nazionalità.

Facciamo finta di non sapere che ogni giorno degli esseri umani annegano nel Mediterraneo perché non c’è più quasi nessuno che possa salvarli.

Facciamo finta di non sapere che da qualche tempo a questa parte nel nostro Paese le manifestazioni di dissenso politico più pacifiche di questo mondo, come l’esposizione di lenzuola alle finestre, vengono interrotte dall’intervento delle forze dell’ordine nelle case della gente.

Facciamo finta di non sapere che mentre le ruspe spianano i campi rom o i campi di immigrati, ci si dimentica invece di intervenire per sgomberare edifici pubblici occupati da organizzazioni di estrema destra.

Facciamo finta di non sapere che un ministro dell’interno ha detto di avere dato ordine ai suoi uffici di fare un censimento dei rom (in aperta violazione del dettato costituzionale).

Facciamo finta di non sapere che gli stipendi e le pensioni dei dipendenti pubblici sono pagati anche con i soldi di cittadini europei i quali, bontà loro, continuano a farci credito (ovviamente a tassi di interesse sempre in crescendo).

Tutto ciò considerato, per quale ragione gli europei dovrebbero fidarsi di noi?

Perché – ecco un’altra cosa che facciamo finta di non sapere – noi ci portiamo dietro la nomea di essere dei grandissimi puffaioli. Chi ci vuole male dice infatti che piuttosto che saldare i creditori noi preferiamo prendere altri soldi a prestito per continuare a fare la bella vita, con la speranza che, alla fine, qualcuno in Europa sia così gentile da decidersi a pagare al posto nostro il conto delle vacanze alle Maldive.

Sembra tuttavia che almeno su quest’ultimo punto gli europei, a cominciare da quelli del gruppo di Visegard – tanto amici del vicepremier Salvini quando si tratta di parlare di immigrazione – abbiano già dato in coro una risposta chiara. Non è stata una “letterina”, bensì un sonoro pernacchione seguito da una brevissima frase in verità alquanto scurrile, ma che rende bene l’idea: una frase che comincia con “col” e che finisce con “…zzo”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...