Stavamo tanto bene!

boom

Mi sono sempre chiesto che cosa accadde ad un certo punto in Italia. Come mai, un brutto giorno, di punto in bianco ci trovammo da grande potenza industriale, dall’Italia del boom (foto), a un Paese depresso, in braghe di tela. Ciò avvenne prima della cosiddetta globalizzazione, prima dell’euro, e quindi mi veniva da concludere che la causa di cotanto guaio fossimo stati noi italiani: evidentemente avevamo fatto qualcosa che ci aveva portato dritti dritti alla rovina.

Ma intanto avevo scoperto una frase di Andreotti, e la cosa mi aveva aperto scenari ai quali non avevo pensato. “Io amo la Germania – disse il divino Giulio – la amo così tanto che ne preferivo due”. Illuminante, direi. Almeno con il senno di poi.

in questi giorni i giornali, le tv, gli opinion makers sguazzano nella storia degli account di Facebook che una società inglese  avrebbe utilizzato per pilotare democratiche elezioni qua e là nel globo. Ma non è certo una novità, la storia italiana è piena di manipolazioni da parte delle potenze interessate a fare in modo che la nostra politica nazionale andasse nella direzione a esse gradita; si va dai finanziamenti neanche tanto occulti dell’Urss al Pci, da certe scissioni dello stesso Pci pianificate e foraggiate dall’Urss medesima, a talune operazioni poco limpide dei servizi segreti di mezzo mondo, allo stragismo, alle bande armate, ai ricatti economici, al fuoco amico…

Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

A pensarci bene, però, da quel tempo a oggi molte cose sono in realtà cambiate. Oggi non è più necessario investire colossali risorse ed energie per indirizzare in un certo senso la politica di un partito o di un governo. Oggi è sufficiente tirare dalla propria parte (e i mezzi per farlo non mancano) qualche grosso papavero di Bruxelles e i giochi sono fatti: basta un provvedimento all’apparenza innocuo, e comunque non necessario, per mandare a gambe all’aria una nazione riducendola a uno stato di povertà e quindi di sudditanza.

Nino Galloni fu un personaggio di grosso spessore della Prima repubblica, uno che poteva vedere dall’interno certi ingranaggi e che per un certo periodo visse all’ombra dello stesso Andreotti, uno che di segreti maneggi sapeva tutto, e siccome m’è capitato casualmente sott’occhio questo post qui mi pare interessante farlo conoscere. Così, tanto per capire come andavano – e come vanno ancora – certe cose nel nostro Paese, dove ancora passiamo il tempo ad accapigliarci su Di Maio, Berlusconi o Salvini, quando non su Bartali e Coppi.

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2 thoughts on “Stavamo tanto bene!

  1. Mi sono letto tutto l’articolo, certo fa molto riflettere. Galloni riesce a dare una consequenzialità logica a tanti avvenimenti. Solo dietrologia? Credo di no!

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