Ecco la 13ͣ luna, tra scienza e magia

luna piena

L’anno che verrà avrà qualcosa di speciale. Niente di straordinario, per carità, perché trattandosi di un fenomeno astronomico di nuovo non ci potrà essere proprio nulla. Sicuramente un déjà vu. Tuttavia non sarà roba di tutti i giorni: si verificherà difatti un evento che si ripete unicamente ogni diciannove anni, o giù di lì: avremo non soltanto una doppia lunazione – la tredicesima luna – bensì una doppia doppia lunazione, cioè a dire due mesi con due pleniluni ciascuno, e questo anche se nel corso dell’anno solare le lune saranno comunque tredici. In compenso non ci sarà la cosiddetta luna blu che, secondo gli amanti della cabala, preannuncia disastri, sciagure e accidenti vari.

Come sanno coloro che di quando in quando amano dare un’occhiata al cielo stellato, nel torno di un anno assistiamo di norma a dodici pleniluni, epperò ogni due o tre anni, sette volte in diciannove anni, per essere precisi, le lune diventano tredici. Il meccanismo è un po’ quello dell’anno bisestile, che si ottiene con l’aggiunta ogni quattro anni di un giorno al mese di febbraio, giorno in più che deriva dal fatto che l’anno solare non è di 365 giorni esatti bensì di 365 giorni e sei ore. Quelle sei ore, moltiplicate per quattro, danno giusto il giorno bisesto, il 29 di febbraio.

Succede così che lo sfalsamento fra la durata dell’anno lunare, 354 giorni, 9 ore e 48 minuti, e quella dell’anno solare porti, dopo un certo numero di anni, di solito tre, mese più, mese meno, ma possono anche essere due, a un doppio plenilunio all’interno di un mese facendo sì che ci siano, ma non sempre, quattro pleniluni in luogo di tre in quella specifica stagione, e infine tredici invece di dodici nell’anno.

Da che mondo è mondo la gente delle campagne chiama ogni “luna” con un nome particolare. Per esempio, a maggio abbiamo la Luna del fiore, a giugno la Luna del miele, a luglio la Luna del raccolto, a novembre la Luna della neve, e via discorrendo. Si tratta ovviamente di nomi di fantasia che variano da un luogo all’altro, a seconda delle tradizioni, ma la sostanza non cambia. Ciascuna di queste lune – o lunazioni, ciclo di ventinove giorni – compare in un punto preciso del calendario lunare, puntualmente riportato negli Almanacchi tipo quello di Frate indovino o del Barbanera. Invece la tredicesima luna presentandosi un po’ a casaccio – si fa per dire, naturalmente – non avendo una collocazione precisa nel ciclo eterno del lavoro della terra, viene chiamata con nomi che con le attività contadine non hanno nulla a che spartire: Luna bislacca, oppure Luna traditrice o ancora Luna falsa. Luna bislacca in quanto all’apparenza essa capita quando vuole, seppure in realtà non sia così poiché il suo comparire e scomparire sono ovviamente governati dagli inalterabili equilibri cosmici.

Ebbene, per chi crede nel destino, nell’infallibilità dei Tarocchi, nelle palle di vetro o nelle linee della mano, la terza luna piena di una stagione, il secondo plenilunio in un mese, si chiama Luna blu, ma, è bene ripetere, si tratta di una denominazione popolare, certamente non sostenuta da alcun sostrato scientifico. Gli amanti della cabala affermano che la luna blu (tredicesima luna) è chiamata anche Luna delle anime inquiete o… Luna della morte, e non a caso essa viene accomunata al Tredicesimo arcano dei Tarocchi, cioè, appunto, la Morte. Nelle società pagane la tredicesima luna era considerata la più potente di tutte, l’ideale per i sabba delle streghe con influenze maligne in onore del diavolo. È la luna oscura che secondo alcune culture è preannuncio di sventura al pari dei pianti disperati delle banshees, gli spiriti femminili delle leggende gaeliche, che sono ritenuti presagio di morte. Da qui il nome Luna dei morti o della morte. C’è anche un antico proverbio che getta una luce sinistra su quella luna: La tredicesima luna spaventa il bimbo nella cuna, ammonivano i vecchi, e un motivo ci sarà pure stato!

In realtà non è che quella luna si presenti davvero di colore blu. Il colore non c’entra niente con tale fenomeno celeste: allorché si verifica “la terza luna”, come i vecchi chiamavano giustappunto il terzo plenilunio capitato in una stagione di quattro, il nostro satellite si presenta sempre vestito della consueta livrea giallo-pallida con macchie scure. In effetti è capitato di vedere una luna di colore blu. Avvenne, tanto per dire, nel 1951, ma ciò accadde soltanto perché il fumo levatosi da un incendio che aveva incenerito una foresta della provincia canadese di Alberta, aveva fatto da schermo formando un filtro che aveva colorato giusto di blu la luce del sole riflessa dalla luna. Lo stesso era accaduto nel 1883 a seguito dell’esplosione del vulcano Krakatoa che aveva scagliato nell’atmosfera enormi quantità di materiali lavici.

Insomma, una doppia lunazione in un mese è un fenomeno celeste abbastanza consueto: si verifica ogni due o tre anni (sette volte in diciannove anni). Meno frequente invece l’avvenimento che la natura ci regalerà l’anno venturo. Pur verificandosi i fatidici tredici pleniluni, avremo ben due mesi con doppi pleniluni. Accadrà a gennaio, nelle notti di martedì 2 e di mercoledì 31; e a marzo, nelle notti di venerdì 2 e di sabato 31. E ciò succede, come dicevo, ogni diciannove anni.

La natura, dunque, si prepara a mandare in scena un suo bellissimo show.

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