Ci avevano detto che…

Calata

Ci avevano detto: concedeteci il benestare all’ampliamento del porto a levante fino al Molo Pagliari (quindi licenza di tombare lo specchio di mare antistante il Canaletto e Fossamastra, in sostanza libertà di ridurre ancora di più lo specchio acqueo del golfo) e noi in cambio:

1) creiamo una barriera ambientale per affrancare i quartieri adiacenti allo scalo dai disagi (rumori, polveri, ecc.) causati dalle attività portuali;

2) abbandoniamo la Calata Paita lasciandola libera per lo svago dei cittadini; in pratica, un prolungamento della passeggiata Morin fino a San Cipriano.

porto

Il progetto di ampliamento del porto

A tutt’oggi, di barriere di protezione non se ne parla nemmeno (se non per le proteste dei comitati ambientalisti), mentre la Calata Paita dovrà essere completamente modificata per ospitare un nuovo molo destinato alle navi da crociera (e quindi niente prolungamento della Morin). Nel frattempo, quella calata è usata nel modo documentato dalla foto in alto, sotto il titolo: un muro di containers!

molo

L’ipotizzato molo per le navi da crociera nel bel mezzo della Calata Paita

Morale della favola: le attività portuali si prendono di qua e si prendono di là, a levante e a ponente. Alla faccia degli spezzini!

 

 

 

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