La Spezia, l’ultima ad arrendersi

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Moto Guzzi TriAlce della Divisione La Spezia trainano cannoni d’accompagnamento da 65/17

Sono stati gli ultimi ad arrendersi. Gli ultimi di un armata sconfitta. Erano i superstiti della divisione di fanteria aeroportata La Spezia protagonista della battaglia finale in terra d’Africa: la difesa della linea del Mareth, nel sud-est della Tunisia, alle porte del deserto del Sahara. Non so, se ce n’erano, quanti fossero i soldati spezzini incorporati in quella divisione; sarebbe bello se qualcuno di quelli che c’erano sui facesse vivo e ci raccontasse la storia di quei tragici giorni di settantaquattro anni fa. Sarebbe bello sentirne la testimonianza.

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Carro dell’Afrikakorps nel deserto

È il gennaio del 1943 e sulla linea fortificata che va dal mare di Djerba alle colline di Matmata assieme a ciò che resta dell’Afrikacorps sono schierate la 16ª divisione di fanteria Pistoia, la divisione motorizzata Trieste, la divisione di fanteria Giovani Fascisti, la divisione corazzata Centauro e, appunto, la divisione La Spezia, le due ultime appena arrivate. Comandante in capo è la leggendaria Volpe del deserto, il feldmaresciallo Erwin Rommel.
Si combatte, ma le sorti della guerra ai margini del Maghreb sono già segnate. Incalzate a nord-ovest dagli americani e a sud est da inglesi, indiani e neozelandesi, le forze dell’Asse si ritrovano accerchiate nella fascia delimitata dal mare e dalla linea Biserta-colline di Matmata, con l’ottava armata del generale Montgomery che intanto ha già varcato il confine libico.

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Carri inglesi in un villaggio tunisino

A metà febbraio si registrano le prime scaramucce sulla linea del Mareth. Il 6 marzo le truppe italo-tedesche passano alla controffensiva spingendo gli inglesi verso Medenine, e la divisione La Spezia, attestata all’ala sinistra del fronte, fa la sua parte tentando di sfondare sulla direttrice di El Ksar presidiata dalla 131a brigata di fanteria aviotrasportata britannica. Ma dopo furiosi combattimenti nei quali l’Afrikacorps perde 50 dei suoi 150 carri, arriva l’ordine di ripiegare sulle posizioni di partenza. Il 27 marzo in generale Montgomery escogita la mossa decisiva muovendo la seconda divisione neozelandese e l’ottava brigata corazzata attraverso le colline di Matmata per aggirare la linea del Mareth sì da prendere alle spalle l’esercito italo-tedesco. La manovra riesce solo a metà, perché Rommel fiuta la trappola e scappa prima che la tenaglia si chiuda.

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Il generale von Arnim

Particolarmente drammatica deve essere stata la ritirata della divisione La Spezia, perché la sua posizione era a El Hamma, proprio nel punto più distante dalla fascia costiera, l’unica via di fuga che le era rimasta. È il crollo del fronte del Mareth. Per le truppe dell’Asse la disfatta è ormai vicina, eppure la divisione che porta

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Il generale Rommel

il nome della nostra città, o perlomeno quello che resta, il 5 aprile è ancora operativa, schierata al centro del sistema difensivo, tra le colline di El Hachana. La battaglia è violentissima: il gruppo di armate italo-tedesche arretrano fino ad attestarsi il 15 aprile su un fronte di soli 215 chilometri, l’ultima linea di difesa prima del disastro.
Agli ordini del generale Hans-Jürgen von Arnim, nel frattempo subentrato a Rommel, ci sono sedici divisioni, ma nessuna è con gli effettivi al completo. Le divisioni La Spezia e Centauro sono pressoché distrutte, mentre risultano decimate la Giovani Fascisti e la Pistoia.

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Il generale Giovanni Messe

Siamo dunque all’epilogo della tragedia, e l’11 maggio sono i reparti del DAK a cedere per primi alzando bandiera bianca. Invece, combattono ancora le truppe italiane guidate dal maresciallo d’Italia Giovanni Messe. Una resistenza disperata, piegata solo da una geniale mossa del generale Alexander: con una fulminea marcia notturna porta la sesta divisione corazzata da Hammam Lif ad Hammamet cogliendo di sorpresa i nostri soldati, tra i quali c’erano quasi sicuramente elementi della divisione La Spezia. Era il 13 maggio, e quel giorno finiva la guerra in Africa.

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2 pensieri su “La Spezia, l’ultima ad arrendersi

  1. Diciamo che fare qualche ricerca almeno 10 anni fa sarebbe stato meglio, forse esiste una documentazione all’Ufficio Storico dello SME, non è escluso che qualcuno ci sia ma non penso più che 1 o 2 ma molto improbabile, devono esser stati dei classe 1920 o 1922, due generali, però dell’89 e 90 morti nel 1970 e 1975, vedi WIKIPEDIA.

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