Dagli amici mi guardi Iddio…

berlusca-berluscaMa il Berlusca che fa?

È questa una delle domande che più inquietano gli osservatori politici fin dalla campagna referendaria: è davvero strenuo oppositore del governo come assicura, o fa solo finta, tanto per tenere calme le falangi del centrodestra, o almeno quelle di Forza Italia?

In certi momenti, infatti, sembra un (ex) cavaliere errante che nel deserto dei tartari va tutto solo all’assalto della fortezza nella quale fino a pochi giorni fa regnava il fiorentino Ser Matteo de’ Renzi, il carissimo nemico ch’egli accusa di averlo tradito infrangendo il Patto del Nazareno con la nomina di Mattarella per il Colle, mentre in altri momenti pare invece premere sul pedale del freno ordinando alle suberlusca-renzie sempre più esigue truppe di temporeggiare, come se davanti avessero un Annibale piuttosto che un Renzie/Gentiloni.

Come mai, viene da chiedersi, mentre i suoi presunti alleati del centrodestra – Salvini e Meloni – reclamano a gran voce “elezioni subito!”, lui si defila preferendo imboccare la strada della negoziazione con chi voglia starci, Pd in prima fila, per dotare il Paese di una nuova legge elettorale?

A me il quadro sembra molto chiaro.

berlusca-salviniFinito nel 2013 sotto la tagliola della Legge Severino, oggi come oggi Silvio non sarebbe candidabile a cariche pubbliche, e in tali condizioni resterebbe sino al 2018 quando avrà scontato la squalifica, per cui in questo frangente istituzionale lui si troverebbe fuori dai giochi. Per rientrare in ballo non gli resterebbe che sperare nella Corte europea dei diritti umani da lui chiamata a decidere sulla applicabilità retroattiva della “Severino”, così come è avvenuto nel suo caso, un responso che per la verità si fa aspettare un po’ troppo. Questo ritardo da un lato sta dando corpo a illazioni secondo le quali alcuni grandi Paesi europei, tra cui la Germania, tanto per non fare nomi, temendo il ristabilirsi di un possibile asse Inchiesta Ischia,dirigente CPL chiama in causa D'Alema
Berlusconi-Putin lavorerebbero sotto sotto per rallentare quanto più possibile il percorso della Corte, e dall’altro sta stimolando iniziative politiche a sostegno dell’ex Cav. come una petizione di recente partita dalla Sicilia nella quale si esorta la commissione europea giudicante a darsi una mossa.

Berlusconi spera che prima o poi i “giudici” europei gli restituiscano la legittimità istituzionale il che gli consentirebbe automaticamente di rivendicare la guida del centrodestra. Perciò ha bisogno di tempo, e il tempo può trovarlo solo tirando per le lunghe la trattativa sulla nuova legge elettorale. Poi, inevitabilmente, ancorché riuscisse a trascinare la legislatura sino alla scadenza naturale del 2018, al momento delle candidature si troverebbe ugualmente di fronte allo scoglio dell’incandidabilità, ma lui spera che nel frattempo accada qualcosa che gli permetta di tornare in sella, a 82 anni, per l’ultimo show.berlusca-grillo

Questa prospettiva tuttavia è proprio quella che invece temono Salvini e la Meloni, il cui obiettivo è giustappunto quello di togliersi di torno il leader di Forza Italia e giocare tra di loro la partita della guida del centrodestra. Per ciò premono sull’acceleratore a tavoletta chiedendo di andare subito al voto: in ogni caso, se ci riuscissero, dal responso delle urne si libererebbero una volta per tutte della sempre temibile concorrenza del Berlusca. In più, come ciliegina sulla torta, la Meloni si vendicherebbe dello scherzetto che Silvio le fece in occasione delle elezioni romane quando con la candidatura di Marchini le tolse un bel pacchetto di voti e, di conseguenza, la possibilità di andare al ballottaggio con la Raggi.

E i Cinque stelle? Anch’essi chiedono elezioni immediate, però le loro motivazioni sono ben diverse: Grillo, Casaleggio & C. vedono l’acerrimo nemico, il Pd, in gravi difficoltà a seguito delle sanguinolente lacerazioni intestine e soprattutto della batosta rimediata con il referendum e successive dimissioni di Renzi, per cui sono consapevoli che questa potrebbe essere un’occasione d’oro, forse l’unica, per dargli la mazzata finale. Una situazione da o la va o la spacca! Sennò, quando ti ricapita?

Governo:Meloni,Renzi alleato poteri forti, avversario onestiOvviamente, del tutto differente è l’interesse dei dem. Loro sanno di essere costretti ad annaspare in un mare infestato da squali, e sanno che sanguinare in mezzo a un branco di squali significa andare incontro a una bruttissima fine, per cui cercheranno essi pure, come Berlusconi, di prendere tempo per consentire alle ferite di rimarginarsi, di immagazzinare quindi nuove energie, e di recuperare un minimo di compattezza in modo da andare poi con un po’ più di baldanza al cimento elettorale del 2018.

Nondimeno, questa strategia attendista si scontrerebbe proprio con quella del segretario del medesimo partito. Renzi sa che se vuole giocarsi le (poche) carte che ancora gli sono rimaste in mano deve andare allo scontro elettorale il prima possibile, finché qualche riflettore è ancora puntato su di lui, ma deve andarci con le insegne di segretario ben salde in pugno: il trascorrere del tempo gioca infatti a sua sfavore, pian piano la gente lo dimenticherebbe e quel 40 per cento di Sì che con un certo ottimismo sono stati tradotti in consenso politico nei suoi confronti rischierebbero di avvizzire come la pelle di un centenario.

Per contro i suoi oppositori interni (D’Alema, Bersani ecc.) puntano all’esatto contrario. Sperando che Gentiloni faccia in qualche modo meglio del suo predecessore agevolando una ricucitura all’interno del partito, se la prenderebbero comoda per cercare di incartare la sempre più sbiadita figura di Renzi in una bella nuvola di oblio, magari sfilandogli anche la sedia di segretario del Pd da sotto il sedere, e andare così al voto in condizioni migliori di quelle di oggi.

berlusca-palazzo-chigi

Palazzo Chigi, residenza del presidente del consiglio e sede del governo

In conclusione, paradossi della politica, l’interesse dell’ala sinistra del Pd coinciderebbe con quello di Berlusconi (una sorta di tacito Patto del Nazzareno alla rovescia), mentre quello di Salvini-Meloni-M5S farebbe il paio con quello di Renzi.

E l’interesse del Paese? Vabbé, dai, adesso non esageriamo: quello può attendere!

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