La Costituzione imposta

costituente-assemblea

L’assemblea costituente

Ho ascoltato poco fa su Raiuno alcune frasi della signora Lidia Menapace, staffetta partigiana (quindi una “partigiana vera”), ex senatrice di Rifondazione comunista e quindi sostenitrice del no al referendum di domenica.

La parlamentare ha detto che con quel voto si intende modificare la nostra Carta costituzionale, vecchia, ma sempre validissima, di settant’anni. Beh, questo è vero solo in parte. Con il prossimo referendum si va infatti a modificare anche il Titolo V che per la verità già è stato modificato negli anni Settanta e, soprattutto, nel 2001 dal centrosinistra (Governo Prodi) con uno scarto di soli quattro voti. Le (sciagurate) modifiche furono poi approvate dagli italiani con il successivo referendum. Quell’ultima modifica, che concesse alle Regioni una larga autonomia finanziaria con la facoltà, quindi, di spendere e spandere i soldi del contribuente (spese pazze, indennità stellari, assunzioni clientelari, organici allargati a dismisura: vabbé, siamo italiani, no?) ha scardinato, tanto per capirci, il bilancio dello Stato (vedi qui).

costituzione-stampaMa la signora Menapace, che quei tempi ha vissuto e dei quali ha dunque un limpidissimo ricordo, ha detto un’altra cosa molto interessante, importantissima, alla quale, lo confesso, non avevo mai pensato. Ho scoperto, grazie alla professoressa, tenente partigiana, che l’articolo 11 della legge fondamentale dello Stato italiano, quello che recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, non è farina del nostro sacco. Ci fu imposto dagli alleati vincitori della guerra (quindi Usa, Gran Bretagna, Unione sovietica soprattutto) perché volevano vincolarci in modo ferreo al rispetto dell’impegno di non belligeranza per il futuro.

Dunque, uno dei pilastri della nostra Carta, più volte richiamato dai movimenti pacifisti per contestare interventi militari in qualche parte del mondo, ci fu imposto. Poco importa che i Costituenti condivisero, poco importa che il parlamento condivise, poco importa che il popolo italiano condivise: quell’impegno fu un’imposizione, un ordine, un diktat.

costituzioneDi sicuro, se sottoposto a referendum, per fortuna l’intero popolo italiano lo condividerebbe tutt’oggi (anche se, insomma, qualche guerricciola qua e là in tutti questi anni ce la siamo fatta con o senza il viatico delle Nazioni Unite, e non sempre per esportare la democrazia), tuttavia è bene che si sappia che quell’articolo della Costituzione più bella del mondo, come è stato declamato con fin troppa enfasi, fu scritto sotto dettatura di potenze straniere che in quei mesi, non dimentichiamolo, erano forza di occupazione del territorio italiano!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...