In tre per una poltrona

Cari amici, vi invito a fare un giochetto. Niente di impegnativo, magari anche divertente.

Facciamo finta di vivere in un Paese del pianeta Terra, un grande Paese, che potremmo battezzare Fantastilandia, i cui cittadini sono chiamati a votare per eleggere il loro presidente, il capo supremo, l’uomo o la donna, tanto per intenderci, cui affidare la valigetta con i codici dei missili nucleari, . Siamo in una repubblica presidenziale tipo Stati Uniti o Francia, quindi vige la democrazia, non c’è la Gestapo e non c’è il Kgb, anche se a dire il vero c’è un Grande Fratello che vigila su tutti noi e discretamente, senza nemmeno farcelo sapere, s’informa su tutto quello che ci accade, su cosa mangiamo, su cosa compriamo, sulle preghiere che diciamo, se le diciamo, sulla squadra per la quale facciamo il tifo, sulle persone con le quali andiamo a letto, e magari, perché no, anche sui nostri pensieri. Meglio portarsi avanti con il lavoro, no? Per la nostra sicurezza naturalmente! Ci mancherebbe altro!

L’ideale, dicevano un po’ tutti gli opinion makers – un po’ come gli imbonitori che un tempo non si perdevano manco una delle fiere paesane di merci e bestiame sarebbe stato avere due soli candidati, uno per i rossi, e uno per i neri, e che vincesse il migliore. E invece, com’era accaduto anche alcuni anni prima in Italia dove sulla linea del traguardo erano inopinatamente arrivati quasi a pari merito tre gruppi politici invece che due, anche in quel nostro felice Paese, Fantastilandia, alla resa dei conti alla  hanno finito per ritrovarsi tre candidati. Una falla nel sistema elettorale aveva consentito a un terzo incomodo di piazzarsi quasi fianco a fianco con i due candidati canonici imbarazzando non poco i sunnominati opinion makers. Anche perché secondo le solite malelingue a causa delle loro passate attività due dei canditati non è che potessero aspirare a un posto fra i cherubini in paradiso.

Quanto al terzo, beh, ce n’era anche per lui. Era dipinto come un tipo manesco, più propenso a gonfiare il petto e a menare le mani piuttosto che a mettersi attorno a un tavolo e discutere fra persone civili. Tutte maldicenze, ovviamente.

Insomma, una bella grana. Perché era evidente che l’imprevista presenza di un terzo candidato mandava a farsi friggere tutti i programmi, tutte le previsioni, tutte le forchette e i coltelli pronti per ritagliarsi una fettina della torta, chiunque fosse il vincitore. E allora, per chi votare?

Un dilemma che adesso riguarda anche voi, cari amici abitanti di Fantastilandia. Vi trovate nel seggio elettorale con la scheda e la matita copiativa in mano: chi scegliete fra questi tre candidati?

 

 

hillary-clinton

putin

trump

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