Bigigeo, la base è del ‘700

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Sotto il sole, è cosa nota, non c’è niente di nuovo. Credo che capiti a tutti andando un giorno a rovistare in cantina, di ritrovare qualcosa che ci si era dimenticati di avere. Roba vecchia, dunque, ma a quel punto anche roba tornata nuova. Non so se è così pure per un piccolo gioiello della città che fu: la fontana del bigigeo.

A quanto mi risulta, di quella fontana, una delle poche reliquie sopravvissute della vecchia Spezia, conosciamo poco o niente: sappiamo – perché ce l’ha detto Ubaldo Mazzini con una poesia – che era nei pressi della porta principale del palazzo comunale situato in Piazza Beverini e distrutto dalle bombe inglesi in una tragica notte dell’aprile 1943, e sappiamo che da decenni giace abbandonata in un angolo del Boschetto in balia dei primi teppisti in vena di idiozie che passano da quelle parti. In tutta franchezza, un destino scandaloso. Per quanto mi riguarda, già nel settembre del 2008 dalle pagine della Gazzetta della Spezia (vedi foto qui sotto), settimanale cartaceo free press, invocavo un intervento per salvare il Boschetto, compresa ovviamente la fontana. Ma nulla si è fatto, se non dare un ripulita alle statue che versavano davvero in condizioni indecorose, intervento oltre tutto finanziato da associazioni private.

bigi-sett-2008La storia di quella fontana era insomma tutta lì.

Il 26 maggio dello scorso anno, finalmente, la giunta comunale ha varato il piano di investimenti 2015-2017 nel quale è compresa una spesa di trentamila euro e per il recupero di quel reperto. Era l’ora, mi viene da dire.

Ebbene, ora credo di potere aggiungere – a beneficio del Comune che, sospetto, non la conosca – un’altra interessante informazione.

Frugando qua e là ho infatti trovato alcune notizie, per me del tutto nuove, che dovrebbero indurre il Palazzo civico e la Soprintendenza alle Belle Arti e ai monumenti della Liguria a considerare con maggiore attenzione quella fontana. Notizie delle quali con tutta probabilità, la stessa Soprintendenza è all’oscuro.

Ho scoperto – scoperto si far per dire, dal momento che la notizia è stata pubblicata su un giornale, sia pure sessant’anni fa, ecco perché all’inizio dicevo “niente di nuovo sotto il sole” – che essa, al tempo in cui era situata all’ingresso del palazzo comunale di Piazza Beverini,  non era così come la vediamo oggi. Ed è questa la grossa novità, come direbbe l’indimenticabile Lucio Dalla.

Così ne parlava Ubaldo Mazzini nella poesia “A funtana dea ciasse der municipio”:

L’è vintot’ani ch’a n’ho visto Speza,

ch’a son sta a bonesaire a fae fortuna;

(A son partì con vinti franchi e meza,

e a son tornà ciù dispeà che a luna!).

A l’ho trovà ciù bèla e popolà,

cena de bèle strade e bei palassi;

gh’è i se giardin, gh’è a ciassa der mercà,

e gh’è do lego donde fare dui passi.

Ho visto e cà opéraie e ‘r muagion,

er forte ai Scapussin e ar mulino a vento.

Ho sentì che l’è morto Bacicion

e che ‘r Comune i è ‘ndà tuto en sento

Ma a ciù bela de tute le raietà

l’è a funtana ch’i han misso dal porton!

La ne la paa (ma deghe ‘n po’ n’ocià!)

er bigigeo de ‘n fante da nassion?

Questa, per i non spezzini, la traduzione proposta da Franco Lena:

Sono ventott’anni che non ho visto Spezia / che sono stato a Buenos Aires a fare fortuna / (Sono partito con venti lire e mezza / e son tornato più disperato che la luna). / L’ho trovata più bella e popolata / piena di belle strade e bei palazzi / ci sono i suoi giardini, c’è la piazza del mercato / e c’è del posto dove fare due passi. / Ho visto le case operaie e il muraglione / il forte ai Cappuccini e il mulino a vento. / Ho sentito che è morto Bacicion[1] / e che il Comune è andato tutto in rovina. / Ma la più bella di tutte le rarità / è la fontana che hanno messo dal portone. / Questa non sembra (ma datele un po’ un’occhiata) / il pistolino di un bambino neonato?

Ecco, dunque, il bigigeo: il pinnacolo della fontana visto come il pisellino di un bimbetto. Altre notizie su questa fontana? Io non ne conosco; altri, non so.

Non so pertanto se quanto vado ora dire è cosa nota. Se non lo è, credo appunto che quella fontana debba essere considerata con maggiore attenzione di quanto non ne sia stata oggetto fino a oggi.

Mi pare comunque di poter dire che l’idea prevalente è che essa fosse stata fabbricata e lì sistemata alla fine dell’800 se non ai primi del ‘900, ma la grossa novità è che il basamento non è contemporaneo, bensì risale quantomeno a un secolo prima.

La notizia è sicura: ci viene da un personaggio di primissimo piano nella cultura spezzina del XX secolo: Silvio Zanazzo.

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Il basamento che secondo Silvio Zanazzo sarebbe del ‘700

Zanazzo, consigliere della gloriosa Accademia lunigianese di scienze Giovanni Capellini, progettò la compilazione di un Dizionario del dialetto spezzino mettendo insieme alcune migliaia di schede. Un lavoro molto impegnativo, interrotto purtroppo dalla morte avvenuta nel 1960. Zanazzo era anche collaboratore di testate giornalistiche locali e il 16 giugno del 1956 parlando proprio della fontana del bigigeo scriveva sul settimanale di politica, cultura e attualità Lagora:

“La fontana rimossa dalla piazza del vecchio municipio, fu messa in piazza Saint Bon, e poi relegata nei magazzini del Comune. Successivamente per interessamento del pittore Delsanto fu sistemata nel boschetto di via Chiodo, di fronte al Credito Italiano, dove trovasi tutt’ora. Il Delsanto abbellì la fontana sistemando intorno alla vasca un bellissimo bordo settecentesco, in marmo, proveniente dal giardino della marchesa Carani (o giardin dea Caràn) che si trovava in via Dante[2] di fronte alla casa del sottopassaggio[3] costruito sull’area dei distrutti palazzi Carani”.

Dunque, non c’è solo la fontana pura e semplice a raccontarci qualcosa della storia di Spezia, ma c’è anche il contenitore, per così dire; un reperto del ‘700. Una ragione di più per sottrarla ai guasti del tempo e all’imbecillità di troppa gente!

[1] Citato dal Mazzini nella Spedission de Caràa, era il comandante della Guardia Nazionale Spezzina.

[2] Oggi Via Gioberti.

[3] È la galleria che unisce Via Gioberti a Piazza Sant’Agostino.

2 pensieri su “Bigigeo, la base è del ‘700

    • Ciao Fio’, Spezia custodisce tanti piccioli gioielli nascosti, per fortuna sopravvissuti ai bombardamenti. Altrove li metterebbero in bella mostra dentro delle bacheche, noi li lasciamo abbandonati alla mercé dei soliti idioti.

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