Figli di un dio minore?

Strade sicure OperazioneLa scorsa estate sono tornato per la seconda volta per una breve vacanza a Merano, perla dell’Alto Adige. A parte la pulizia, a parte il fatto che si possa fare in vettura il biglietto del bus (autista, sulle linee extraurbane, e macchinetta su quelle urbane), a parte l’aspetto ordinato, a parte la quasi totale assenza di mendicanti e di venditori ambulanti extracomunitari, a parte l’educazione delle persone, mi ha colpito, e non poco, vedere di sera nei pressi del Ponte alla posta, in zona defilata ma a due passi dal centro, la presenza di una pattuglia di alpini con tanto di camionetta in assetto operativo: non a fare due passi in libera uscita, bensì in servizio. Quale servizio? “Operazione Strade Sicure”, stava scritto nella portiera del veicolo.

Francamente, per tutto il tempo in cui per due estati vi ho soggiornato, sebbene per brevi periodi, Merano non mi è sembrata una città pericolosa, né di giorno né di notte, né mi è parso che nei pressi di quel ponte, eccetto appunto il ponte, ci fosse qualche obiettivo sensibile, tale da stuzzicare l’interesse di eventuali terroristi o comunque di malintenzionati.

Come spiegare allora la presenza di quella pattuglia di penne nere?

Strade sicureLa prima idea che mi è balzata alla mente è stata che, essendo Merano in una regione a statuto speciale, forse vigevano accordi particolari, anche se per me poco giustificabili dal momento che gli alpini sono appartenenti a una forza armata dello Stato italiano e non dell’Alto Adige. C’è voluto però poco per appurare che in effetti le cose non stavano così. La presenza di soldati in servizio “civile” è infatti legittimata dalla legge numero 125 del 24 luglio 2008 che prevede la possibilità di impiego di personale militare appartenente alle Forze Armate per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, in aree metropolitane o densamente popolate. I soldati sono posti a disposizione dei Prefetti e da questi impiegati in servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché di perlustrazione e pattuglia insieme alle forze di polizia.

A questo punto un’altra domanda è sorta spontanea: perché a Spezia no? Perché a Spezia, dove i responsabili delle forze dell’ordine si lamentano sempre di non potere assicurare un decente pattugliamento delle strade nelle ore serali e notturne a causa di gravi carenze degli organici, non si impiegano ronde di marinai?

Strade sicure Genova

Carabinieri e soldati a Genova

Domanda legittima, mi pare, anche perché una breve ricerca su internet mi ha portato a scoprire che quel servizio è abbastanza esteso in Italia. Dai dati riferibili al marzo scorso risulta che nell’Operazione Strade Sicure sono attualmente  impegnati 6.300 militari dislocati nelle province di Agrigento, Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Caserta, Catania, Cosenza, Crotone, Firenze, Foggia, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, L’Aquila, Livorno, Lucca, Messina, Milano, Modena, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pesaro Urbino, Pisa, Prato, Ragusa, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Taranto, Terni, Torino (Chiomonte/Val di Susa), Trapani, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona e Vibo Valentia.

Niente Spezia, come si vede. A dire il vero un giorno mi è capitato di scorgere un paio di soldati che stazionavano con aria vigile in Via Prione, ma siccome era la settimana degli attentati di Bruxelles, la cosa non mi ha sorpreso più di tanto. E difatti, di militari in assetto operativo in città non ne ho più visti.

strade_sicure2_150511Torno pertanto a chiedermi: giacché in quel tipo di servizio vengono impiegati elementi delle Forze armate, e quindi di uomini e donne dell’Esercito, dell’Aeronautica, della Marina e dei Carabinieri, perché anche a Spezia, seconda città della Liguria – dove di sera e di notte, soprattutto nei week end, il centro città è invaso da un mare di giovani, troppo spesso gonfi di alcol e a corto di educazione, e dove per scarsità di uomini le forze dell’ordine si dichiarano impotenti –  non si attua l’Operazione Strade Sicure? Perché non si chiede al Comando Marina di mettere a disposizione un paio di coppie di robusti marinai ai quali affidare la sorveglianza delle zone notoriamente più “calde” della città, pronti a fare eventualmente intervenire polizia, carabinieri o vigili urbani?

Sarebbe una riedizione allargata delle ronde militari, ma ronde legali, ronde dello Stato, fatte da nostri ragazzi in divisa. Sarebbe un segnale rassicurante non solo per i cittadini, ma anche per i turisti che sempre più numerosi vediamo nelle nostre strade. Se si fa a Grosseto, a Varese o a Vercelli, perché non anche alla Spezia? Siamo forse figli di un dio minore?

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