Auguri, Spezia! Ma quando?

marina

Ho letto con non poca sorpresa sulla Nazione di domenica che il Comune considererà quale data di nascita della città il 26 ottobre 1407. Tutto perché quella è la data che compare negli Statuti concessi dalla Repubblica di Genova alla Comunità di Spezia. A quanto sembra tanto basta per potere affermare che finalmente “arriviamo a stabilire in quel giorno la nascita ufficiale di Spezia. Con gli statuti, infatti, la Repubblica di Genova la riconosce pienamente”.

La cosa mi suona assai strana, perché dalle nebbie che avvolgono il più lontano passato spezzino almeno un paio di date, anzi tre, emergono incontestabili.

1254 – Niccolò Fieschi fa del villaggio sorto alle falde del Poggio, costruendovi il Palazzo di governo, la capitale del suo effimero stato guelfo del levante ligure, centro di un territorio compreso fra Petra Colice (il Bracco), Sarzana e il mare.

1343 – Il primo aprile, con atto del doge dellaspezia antica 1 Repubblica di Genova Simone Boccanegra, Spezia, insieme alle università (comunità) di Tivegna, Isola, Vesigna, Marinasco, Follo, Bastremoli, Piana Battolla, e Valeriano, viene staccata dalla Podesteria di Carpena e diventa Podesteria autonoma. Come osserva Marzia Ratti, quel provvedimento comportò per Spezia “la conferma delle franchigie relative al commercio, già spettanti a Carpena”, il che “aveva accelerato il miglioramento dello stato economico e giuridico del borgo”. Pertanto è a quella data che si è sempre fatta risalire la nascita di Spezia.

1371 – L’8 giugno 1371 con atto deliberativo del doge Domenico di Campofregoso la podesteria di Carpena viene soppressa e il suo territorio unito alla podesteria di Spezia la cui giurisdizione si estende così anche a Carpena, Biassa, Pegazzano, Fabiano, Campiglia, Castiglione, Polverara, Sorbolo e Carnea. Contestualmente la podesteria di Spezia viene eretta a Vicariato della Riviera di Levante da Petra Corice al Corvo. Di fatto la piccola città diventò capoluogo dell’attuale territorio ripario provinciale, con l’annessione alla sua podesteria di Vernazza, Monterosso, Lerici, Riomaggiore, Vezzano di sopra, ecc..

Mi pare quindi che nel 1407 la Repubblica di Genova avesse già da tempo pienamente riconosciuto – per la precisione da 64 anni – il ruolo di Spezia.

portaTanto più che nel 1402 essa aveva già un suo palazzo pubblico, la Curia, come testimonia la registrazione nel libro delle deliberazioni del pagamento di un muratore per lavori fatti nella casa del Vicario, registrazione effettuata da Iohannis de Luchullo, cancelliere del “comunis spedie”, e soprattutto come conferma, a data 23 agosto 1409, la decisione dei sindaci, del consiglio e del vicario, con il consenso del doge, di costruire il nuovo palazzo comunale “super curiam spedie”. Si registrano inoltre le spese a preventivo per la costruzione del “castro novo”, vale a dire della Cittadella, l’unica fortezza a livello del mare della città, demolita alla vigilia dell’ultima guerra mondiale.

Gli statuti ai quali si fa riferimento, pretendendo di fare da essi dipendere la data di nascita di Spezia, in realtà erano un ordinamento – tra l’altro autorizzato dall’autorità francese che in quegli anni governava Genova – al quale le varie comunità dovevano uniformarsi per una corretta amministrazione, civile (elezione del Minor Consiglio) ma soprattutto giudiziaria. Tanto per fare un esempio, in uno di essi c’è una rubrica intitolata “De porcis Sancti Antonii” con la quale si normava la consuetudine dei frati di tenere e allevare porci in città. In altro statuto della Universitas Spediae, si stabiliva che “le meretrici non vadano per la terra de la Speza salvo come si dirà. Ninguna publica meretrice o pecatrice ardisca stare o fare habitazione in lo borgo de la Speza, salvo in dì de sabato, sotto pena di soldi dece de Jenoa, se non poterà quelli pagare, sia missa a la berlina in arbitrio del officiale”.

Vale anche la pena precisare che quei documenti, dei quali esistono due copie redatte in tempi diversi, sono stati a lungo e da molto tempo compulsati da numerosi studiosi (cito Mazzini, i due Formentini, Caselli, Cevini, Aldo Landi, Franco Lena, Marzia Ratti, ecc.) e nessuno di costoro, a quanto mi risulta, ha mai in essi ravvisato l’atto di nascita della città di Spèza.

Che mi sia perso qualche battuta?

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