Audace colpo…

tartana3Audace furto dei soliti ignoti, tutti i particolari in cronaca:

Il furto più audace di cui si abbia memoria a questi tempi, è stato commesso a Genova a danno della Banca Parodi. In pieno giorno a un’ora pomeridiana i ladri, benissimo vestiti, si sono introdotti nel banco; tratte fuori le armi, hanno imposto a tutti silenzio; hanno legato e imbavagliato quanti impiegati vi erano, e gli hanno serrati in una stanza; lo stesso facevano alla porta a quanti entravano in banco. Così hanno potuto tranquillamente impadronirsi della Cassa che hanno saccheggiata.
Ne tolsero più di 800mila franchi, e con la ricca preda salirono a bordo d’ una piccola tartana dirigendosi alla Spezia. Là furono raggiunti dalla polizia che pose due legni della Real marina sulle loro tracce. La tartana fu arrestata in mare, non
molto lungi dalla riva, e i ladri non opposero resistenza. Una parte dei biglietti di banca involati fu quasi miracolosamente ritrovata sulla riva, perché i ladri all’appressarsi della forza pubblica gettarono in mare quello che avevan seco. Dalle investigazioni del potere giudiziario apparirebbe che questo furto potesse aver relazione con la spedizione che si tentava di fare nel Tirolo, e che i ladri avessero agito per conto di un incognito, a cui avrebbero passato una parte della loro preda.

(da un mensile fiorentino del giugno 1862)

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Auguri, Spezia! Ma quando?

marina

Ho letto con non poca sorpresa sulla Nazione di domenica che il Comune considererà quale data di nascita della città il 26 ottobre 1407. Tutto perché quella è la data che compare negli Statuti concessi dalla Repubblica di Genova alla Comunità di Spezia. A quanto sembra tanto basta per potere affermare che finalmente “arriviamo a stabilire in quel giorno la nascita ufficiale di Spezia. Con gli statuti, infatti, la Repubblica di Genova la riconosce pienamente”.

La cosa mi suona assai strana, perché dalle nebbie che avvolgono il più lontano passato spezzino almeno un paio di date, anzi tre, emergono incontestabili. Continua a leggere

La magica grotta della sirena

San Gerolamo
Da qualche parte, nel golfo, e nemmeno tanto distante dalla città, c’era una grotta nella quale amava prendere il bagno una… sirena. Era una grotta bellissima, con straordinari giochi di acqua e di luce e una spiaggia di sabbia bianchissima, tanto grande che ci potevano entrare più barche. Anch’essa è purtroppo scomparsa , insieme a un piccolo colle che la ospitava, sotto i colpi di piccone dei battaglioni di manovali che muovevano agli ordini del maggiore-capitano-generale Domenico Chiodo impegnato nella costruzione dell’arsenale. La Grotta della sirena è dunque sopravvissuta sino ai primissimi anni Sessanta dell’800.

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L’inglese: il mio Ufo a Spezia

ufoNel numero del 21 febbraio scorso di Lettura, il bellissimo settimanale letterario (ma non solo) del Corriere della Sera, c’era un servizio su quelli che un tempo erano chiamati dischi volanti e che ora sono comunemente, e più correttamente, detti Ufo, vale a dure oggetti volanti non identificati.

Lettura (immagine sopra) ci fornisce un dato che, se è noto agli appassionati degli incontri ravvicinati del primo tipo, è per certo sconosciuto alla maggior parte degli spezzini: dal dopoguerra i casi di avvistamenti di Ufo nel nostro cielo sono stati sessantuno: non tantissimi, ma nemmeno pochi, più di quelli registrati a Messina, Livorno, Cagliari, Verona, e in proporzione al numero degli abitanti anche più di Roma o di Milano.

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I famosi avvistamenti che coinvolsero quasi tutta la Toscana nel 1955

Ebbene, a quanto pare anche all’inizio del’900 capitava di vedere cose strane sul nostro golfo. Lo scopriamo dal racconto di un romanziere inglese appassionato di criminologia e di misteri il quale in un libro pubblicato nel 1907 raccontava di quanto gli era capitato di vedere nel corso di un soggiorno spezzino. Si chiamava Max Pemberton ed era un personaggio che sguazzava nei gialli e nei misteri, un uomo di mondo, un dandy: buoni studi, giornalista, frequentatore assiduo di club, fu pure l’editore di alcune pubblicazioni diventate popolari in particolare fra i ragazzi. Era anche membro di una società letteraria di criminologia della quale facevano parte personaggi famosi come ad esempio Sir Arthur Conan Doyle.

Ecco allora, con libera traduzione, come Pemberton raccontava il suo incontro ravvicinato del primo tipo nel golfo della Spezia.

«Una sera già cominciava a scurire, il sole era appena tramontato, e io osservavo i colori delle vette dei monti, colori cangianti giacché la luce si spandeva da un luogo all’aufo domenicaltro; e guardavo anche l’imporporarsi del mare che cedeva all’oscurità delle ombre. E seguivo le ombre sopra le guglie della chiesa di Spezia, sopra il castello, sopra gli scafi in acciaio delle grandi navi».

«A un certo punto ho visto una cosa strana: tra tutte le navi che cominciavano a essere immerse nell’ombra del crepuscolo, ho visto qualcosa che spiccava di là da tutte loro. Era un grande globo, non d’argento, ma di fuoco dorato. Non c’è dubbio alcuno su questo. Stropicciai gli occhi, presi gli occhiali che portavo sempre con me; ho visto l’oggetto che si trova lì tra mezza dozzina di vette, ed ero, e sono, certo che quello che vedevo non era l’effetto di alcuna rifrazione o di una luce notturna».

Oh Spezia, bella Spezia!

fosso

Non so dire quando mister Wallace B.Conant, un americano, capitò a Spezia, né so dire quando compose la poesia riportata qui sotto; non so dire, cioè, se prima o dopo la costruzione dell’arsenale. Ma è un fatto che da quei versi traspare comunque un’autentica passione divampata improvvisa al cospetto del golfo. La poesia, liberamente tradotta, e con l’inevitabile sacrificio delle rime, è stata pubblicata nel numero di dicembre del 1898 dalla rivista dell’Università di Pennsylvania (Stati Uniti).

Ecco quel canto d’amore per la nostra città. Continua a leggere

Shelley, uno spezzino mancato

s spezia

La piccola Spezia come la videro Percy B.Shelley ed Edward E.Williams

Che la nostra sia una città strana, diciamo un po’ disattenta, o indifferente, è ormai cosa nota. Infatti, tanto per fare alcuni esempi, che nel golfo (a San Vito) ci fosse la base navale militare chiamata Luna usata per duecento anni dai romani come punto di partenza per le loro conquiste in Sardegna, Corsica, Spagna, Liguria e Gallia padana, sembra che non gli freghi niente a nessuno.

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Percy Bysshe Shelley

Né a qualcuno importa che qui si siano scritte pagine importanti del Risorgimento italiano, né interessa che la piccola città si stesse costruendo con le sole proprie mani, e che fosse già molto bene avviata su quella strada, un futuro tipo Nizza o Cannes, prima che ai piani nobili del Regno decidessero di trasformare il golfo in una immensa piazzaforte militare. La stessa Virginia Oldoini contessa di Castiglione, che comunque la si voglia considerare fu una stella di prima grandezza nell’universo europeo di quel secolo, continua a essere bellamente ignorata. Come ciliegina sulla torta possiamo aggiungere che larga parte degli spezzini, probabilmente la maggioranza, continuano a ritenere che Spezia sia nata appunto con l’arsenale, il che è quantomeno deprimente. Continua a leggere