Il bullo e il ragazzino

Un giorno c’era un bullo che ronzava attorno alla nostra scuola. C’erano tante ragazze, e lui faceva l’unica cosa che sapeva fare: il bullo. Per il resto, valeva poco o niente. Un picchiatore, quindi un prepotente, quindi un dio in terra (almeno si credeva). Quel giorno – lui avrà avuto una ventina d’anni – adocchiò una ragazzina, molto graziosa, semplice, pulita, che chiacchierava con un ragazzino semplice, pulito: due giovanissimi innamorati alla Peynet, 14-15 anni al massimo.

Bullo

E naturalmente il nostro bullo si fece avanti. Chissà perché, fateci caso, i bulli sono di solito scortati da un gruppetto di amici che si divertono un mondo a vedere lui che fa il bullo. Poi, presi uno per uno, se tanto tanto fai la faccia brutta quelli se la squagliano con la coda fra le gambe. Ma lui no! Lui non arretra. Sennò che bullo sarebbe?

Insomma, per farla breve il bullo si avvicinò ai due ragazzini, con fare annoiato scostò lui, e si rivolse a lei con il suo solito fare arrogante da padrone. Il ragazzino, calmissimo, lo invitò a lasciarli stare, ma lui, figuriamoci: ci godeva un mondo a fare il duro. E dette uno spintone al ragazzino. Questi gli chiese di nuovo di lasciarli in pace, e a quel punto il “duro” si voltò verso di lui con faccia cattiva e gli allungò un pugno diretto al volto. Solo che…

Solo che noi, che eravamo poco distanti, riuscimmo a vedere solamente una baraonda dei due corpi, e subito dopo il bullo lungo e disteso a terra, e il ragazzino che, senza fare una piega, in piedi lo osservava come se nulla fosse.
La belva schizzò allora da terra e si avventò sul ragazzino, ancora un subbuglio fulmineo dei due, ed ecco il replay: il bullo a terra a sfregarsi con una smorfia di dolore la schiena indolenzita, e il ragazzino tranquillo a invitarlo con tono beffardo nella voce a togliersi di torno se non ne voleva delle altre. Il bullo saltò su infuriato, urlò qualcosa, e seguito dai suoi perplessi reggicoda se ne andò minacciando fuoco e fiamme all’indirizzo dell’inatteso avversario. Sapemmo poi che quel ragazzino era vicino alla cintura nera di judo. E il bullo, da quelle parti non si fece più vedere.

Storia di vita vissuta: accadde nell’autunno del 1957 o 58.

 video.corriere.it/…/339f7d9a-c8c9-11e5-8532-9fbac1d67c73

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