La fiera delle banalità

Mattarella

L’altra sera, nel suo discorso di fine anno al Paese, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha detto che secondo dati di Confindustria l’evasione fiscale in Italia sottrae ogni anno al fisco, qualcosa come 122 miliardi di euro, un valore di 7,5 punti di Pil e che solo dimezzandola si potrebbero creare più di trecentomila posti di lavoro.
Beh, non mi pare una grande notizia: sono decenni che sentiamo queste cose.


Poi Mattarella ha detto che sì, l’occupazione è tornata a crescere, piano piano, per la verità, ma che il dramma della disoccupazione, soprattutto giovanile è ancora lì, più o meno com’era prima: il lavoro manca ancora a troppi ragazzi, un generazione che non ha alcuna certezza nel futuro, e che per questo è a rischio depressione.
Anche questa non mi sembra una grande scoperta: da un’infinità di tempo ci si lamenta che i nostri giovani devono abbandonare le loro case, i loro affetti, i loro amici, per trasferirsi nelle grandi città del nord (a Spezia sono almeno quarant’anni che va così) quando non all’estero.

Ha aggiunto, il presidente, che in Italia c’è un’illegalità diffusa, con gente che corrompe e gente che si fa corrompere, con malviventi che sfruttano poveri disperati (nelle campagne, nelle fabbriche o nelle strade), gente che ruba, gente che inquina, dai rifiuti abbandonati in qualche angolo alle micidiali porcherie infossate sotto alberi di frutta, sotto i corsi dell’acqua che poi qualcuno beve, sotto i giochi dei bambini. E ciò mentre la maggioranza della popolazione invoca correttezza.
Ebbene, vi sembra tutto questo qualcosa di diverso da quanto i presidenti del passato, i litiganti di professione dei talk show, la gente sugli autobus, dal barbiere o al mercato lamentano da decenni?

Mattarella ha pure affermato che occorre un maggiore impegno delle istituzioni pubbliche nei confronti della povera gente, di chi sopravvive razzolando nei cassonetti, dei deboli, degli svantaggiati, degli anziani, dei disabili, i quali pagano il prezzo “di una cultura dell’indifferenza e del consumismo edonistico”.
Sai la novità! Quant’è che le cose vanno così?

Ecco, una frase inattesa è stata quella sull’immigrazione: ben venga chi cerca un futuro accettabile in Italia, purché rispetti le nostre leggi e – ecco il concetto finora evitato da una certa parte politica perché giudicato politicamente scorretto – purché rispetti la nostra cultura. Chi non lo facesse, dovrebbe essere immediatamente espulso.
Insomma, tolto quest’ultimo passaggio, tutto il resto potrebbe essere tranquillamente archiviato come una delle tante inutili fiere delle banalità: evasione fiscale, malavita dilagante, cittadini onesti vessati e indifesi, violenza, malcostume, emarginazione crescente dei più deboli, mancanza di lavoro per i giovani, corruzione profonda a tutti i livelli, imbarbarimento della società, deprezzamento della cultura sono solo alcuni dei mali che da anni e anni affliggono il Belpaese. Chi non lo sa?

E allora dobbiamo forse pensare che Mattarella abbia scoperto solo l’altro ieri i virus che stanno uccidendo l’Italia come fosse un E.T. appena arrivato da Marte?
No, a mio parere sta proprio nella banalità delle sue denunce la forza dirompente del suo discorso. Tutti (o quasi) lo hanno applaudito, ma in realtà in cuor loro tutti lo hanno mandato a quel paese. Perché con le sue “banalità” ha in realtà preso a sberle l’intera classe che dal più alto al più modesto livello ha diretto da almeno trent’anni questa nostra Italia, da Renzi (e da tutti quanti lo hanno preceduto, che fossero Monti, Prodi, D’Alema, Letta o Berlusconi) fino al piccolo dirigente del più sperduto dei Comuni o degli enti italiani. Il capo dello Stato li ha presi a sberle perché sanno e non fanno nulla: sanno di chi prende la bustarella, di chi se ne va al mare facendo strisciare il suo badge dall’amico compiacente, al quale ricambierà poi il favore; sanno dei professionista o dell’artigiano che intasca in nero e che se invece vuoi la ricevuta non sono più cento ma centotrenta euro; sanno di chi ruba, di chi estorce, di chi non fa ciò per cui è pagato… Sanno dei finti invalidi, sanno dei finti poveri, sanno dei magnaccia, sanno dei violenti, sanno delle ruberie legalizzate, sanno del pizzo, sanno di chi fa la bella vita con i soldi pubblici… Coloro che sanno tutto, insomma, e fanno finta di niente, si voltano di là. E tutto questo a danno degli italiani, e anche degli extracomunitari, e sono tanti, che malgrado tutto resistono al contagio e continuano con grande dignità a fare il loro dovere.
Ecco cosa ha fatto Mattarella: ha messo in piazza tutte le sfumature di grigio di quel lupanare che è ormai diventata l’Italia. Perché, al punto in cui siamo arrivati, per dire la verità non servono le belle parole: fanno più effetto le banalità, quelle che oggi purtroppo costituiscono il basamento della maleolente quotidianità della vita del Paese.
Il problema serio è, purtroppo, che tutto questo non serve a niente. Non è un caso se tutti hanno applaudito!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...