La disfatta di Filippo

Battaglia-romana

Da qualche parte, fra le Apuane, il Monte Zatta e il Bracco c’è un posto, in mezzo alla selva, che in tempi antichi, oltre duemila anni fa, era chiamato Saltus Marcius. Lì, sepolti dalle sterpaglie, dalle pietre e dalle terre trascinate dal dilavare delle piogge, e dagli alberi schiantati dal vento, dalla galaverna o dalla vecchiaia, ci sono i resti di una legione romana; o quanto meno ciò che è rimasto della più impressionante disfatta subita dai condottieri romani nelle guerre contro i Liguri. Continua a leggere

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Virus letali, basta una zanzara

Ebola

In tempi recenti, prima fu la Sars, poi l’aviaria, quindi l’influenza dei suini, e l’anno scorso ebola, termini moderni per rievocare incubi medievali: la peste, il colera, l’ergotismo, la lebbra. Il mondo è in allarme perché l’uomo ha paura dell’ignoto, di quel che non può vedere, e i virus sono insidie che solo i ricercatori possono osservare, studiare e rendere innocue nei loro laboratori mediante la ricerca dei vaccini. Continua a leggere

Magna magna in arsenale

inaugurazione

Così fan tutti, si potrebbe dire oggi seguendo le cronache delle ruberie pubbliche e private che si scoprono ogni giorno nel Bel Paese, ma forse si poteva dire anche allora, alla metà dell’800, nel pieno dei lavori di costruzione del ciclopico stabilimento militare imposto al golfo dalle scelte di Camillo Benso conte di Cavour, assecondato dal maggiore Domenico Chiodo, gran suggeritore. Eravamo sul finire del 1866 – l’arsenale sarà inaugurato (foto) da lì a nemmeno tre anni – quando… Continua a leggere

Caccia al nonno di Ottobre Rosso

Foto rosso 2

Caccia all’Ottobre Rosso? Sì, ma con una settantina d’anni di anticipo. Perché l’emozionante avventura che lo scrittore americano Tom Clancy ha fatto vivere nel bel mezzo dell’Atlantico al comandante sovietico Marko Ramius, un lituano pieno di dubbi sulla Guerra fredda, intenzionato a defezionare e a consegnare all’analista della CIA Jack Ryan il suo modernissimo sottomarino Ottobre Rosso, in realtà era, in un certo qual modo, un déjà vu. Con la differenza che quella “letta prima” non era una storia romanzata, bensì una storia vera. Continua a leggere

Velella, 51 morti per nulla

Velella

Era di casa alla Spezia, in arsenale. E poi è finito in fondo al mare trascinandosi dietro cinquantuno giovani vite. È il Velella, uno dei cento sommergibili che non sono tornati. Ma questo si porta dietro una storia particolare, una storia che più crudele forse non poteva essere per i ragazzi con il solino blu che vi erano imbarcati: morirono neppure ventiquattrore prima dell’annuncio dell’armistizio, armistizio firmato già da cinque giorni ma del quale la Marina era stata lasciata all’oscuro, per cui possiamo dire che furono mandati a morire per affrontare un nemico che nemico più non era. Morirono per niente. Continua a leggere

E la guerra partirà da Spezia

risorgimento

Cominciava a rischiarare – erano all’incirca le 6 – quando Cavour ricevette nella sua abitazione di Via dell’Arcivescovado, a Torino, Giuseppe La Farina, l’agitatore antiborbonico messinese che, dopo essere transitato dalle visionarie utopie mazziniane alle più sofisticate trame cavouriane, con Daniele Manin e Giorgio Pallavicino aveva finito per fondare la Società Nazionale. (…) E fu così che all’alba di quel piovoso giorno di settembre – il 12 – del 1858 il siciliano bussò alla porta di Cavour. Continua a leggere