Il tagliando sparisce, ma rimane

Assicurazione-Auto

Questo Paese è meraviglioso perché con la sua fantastica e costosissima macchina burocratica riesce sempre a sorprenderci con innovazioni incomprensibili per noi comuni mortali.

Prendete la storia del tagliando dell’assicurazione. Come si sa dal 18 ottobre non è più obbligatorio esporlo sul parabrezza dell’auto. Però…

Nelle redazioni dei giornali è diventata leggendaria una frase: quando ci portarono i primi computer – parlo della metà degli anni Ottanta, non c’era ancora internet, sembra preistoria! – i capi ci dissero con fare profetico: da ogni scompare la carta dalle redazioni. Sì, valle a vedere ancora oggi! Lo stesso accade ora con questa storia dei tagliandi.

Così il Corriere della sera (ho preso una fonte di informazione a caso, ma autorevole) spiegava la novità: “Il controllo della copertura avverrà per via telematica. Inserendo il numero della targa, gli agenti sapranno in pochi secondi non solo se i mezzi sono rubati o hanno la revisione scaduta, come accade oggi, ma conosceranno anche la situazione assicurativa. In linea teorica potrebbe segnare anche una svolta perché in Italia la compravendita di contrassegni falsi o scaduti ha raggiunto numeri impressionanti”.

“In pratica, ora, ogni volta che verrà stipulata una nuova polizza o verrà effettuato un rinnovo – aggiungeva il giornale – la compagnia di assicurazione dovrà inviare le informazioni alla banca dati delle coperture assicurative creata dall’Ania, chiamata Sita. Dal sistema Sita, le informazioni confluiranno nel database della Motorizzazione civile che contiene i dati sui veicoli immatricolati. L’incrocio delle informazioni contenute nelle due banche dati consentirà alle Forze dell’ordine di sapere in pochi secondi chi è regolarmente assicurato e chi no. Gli automobilisti per qualche tempo ancora riceveranno il vecchio tagliandino cartaceo ma non dovranno più esporlo sul parabrezza. In pratica, avrà soltanto finalità informative in caso di incidente stradale o nei Paesi dell’Ue. Terminata questa fase sperimentale, il cartaceo non verrà più consegnato”.

Bene: caduto l’obbligo di esporre il tagliando, resta quello di conservarlo, insieme al certificato assicurativo, in macchina.

E allora vorrei che qualcuno mi spiegasse che cosa cambia in realtà. Perché a mio modo di vedere il tanto strombazzato provvedimento si riduce solo a un puro e semplice fatto estetico: nel parabrezza non c’è più il tagliando. Per il resto è tutto rimasto come prima, salvo mostrare al mondo l’impronta della colla lasciata sul vetro dalla bustina di plastica trasparente che conteneva il tagliando.

A che serve infatti tutto questo sfoggio di sapienza tecnologica, di controlli incrociati, di banche dati (database, suona meglio!), di verifiche-lampo per via informatica da parte dei tutori dell’ordine per sapere in pochi secondi se l’auto è rubata, se è stata sottoposta alle regolari revisioni periodiche, e se è coperta da assicurazione, se poi devo essere comunque nelle condizioni di potere esibire il documento cartaceo?

Si dice che in seguito il cartaceo non verrà più consegnato dalle compagnie di assicurazione, che tutto verrà smaterializzato dopo questa fase “sperimentale”. Sperimentale, quindi provvisoria. Il guaio è che tutti sappiamo quale significato abbia in Italia la parola “provvisorio”.

Insomma, precisato che in ogni caso non casca il mondo, a me pare che ancora una volta ci si sia fermati a metà strada. Perché si deve sempre sperimentare”. Cos’è, non ci si fida del sistema?

Senza contare che, essendo in Italia oltremodo fiorente l’industria del tarocco, che si tenga nel parabrezza o nel cassetto del cruscotto non cambia assolutamente nulla: quel tagliando può essere comunque falso. Si calcola difatti che siano addirittura quattro milioni i veicoli che circolano sulle strade italiane senza copertura assicurativa, il che dimostra come sia facile, malgrado i controlli da parte di polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza, farla in barba alla legge.

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