L’amore al chiaro di luna

Il fosso

Da tre anni la piccola Spezia non viveva più nel suo secolare isolamento: nel 1823 per volere di re Carlo Felice era stata aperta la strada per Genova, opera che abbatteva il diaframma del Bracco consentendo il transito delle carrozze e dei calessi. In precedenza si poteva passare solamente a piedi, a cavallo o a dorso di mulo. Così, l’arrivo di viaggiatori per affari o per diletto aveva suggerito agli spezzini più intraprendenti e danarosi di aprire locande, osterie, ristoranti, alberghi. E dal canto suo il Comune si era dato da fare per abbellire la città realizzando (1825) quello che noi chiamiamo Il boschetto, cioè il giardino in cui si trova il palco della musica. Continua a leggere

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