L’epopea delle regine del mare

Arriveremo a costruire macchine capaci di spingere grandi navi a velocità più forti che unintera schiera di rematori e bisognose soltanto di un pilota che le diriga. Arriveremo a imprimere ai carri incredibili velocità senza laiuto di alcun animale. Arriveremo a costruire macchine alate, capaci di sollevarsi nellaria come gli uccelli.

                                                 (Ruggero Bacone, 1214 -1294                                                          De secretis operibus artis et naturae IV)

Schermata da 2014-06-27 16_35_36

L’amico contrammiraglio Franco Magazzù ha dato alle stampe un suo nuovo libro. Dopo Breve storia della navigazione, delle esplorazioni e del commercio marittimo, ecco un nuovo affascinante argomento: L’epopea dei transatlantici, una storia che inevitabilmente chiama in causa anche il nostro golfo e i nostri marinai. Proposto in pregevole veste grafica, il libro contiene anche numerose immagini poco note al grande pubblico.

Volentieri lascio che sia lui a presentarcelo.

 francodi Franco Magazzù

In questo libro tratteremo di quei grandi mezzi di trasporto di massa impiegati sui mari del mondo per trasportare persone da un continente all’altro, che ebbero grande diffusione dal 1860 fin verso agli anni settanta del XIX secolo.

Il trasporto aereo si affermerà a partire dagli anni sessanta decretando, assieme allo scemare del flusso migratorio ed all’aumento dei costi del carburante e di esercizio, la progressiva ed inesorabile scomparsa di queste mirabolanti costruzioni. Furono queste le navi passeggeri di linea che, con l’affermarsi della propulsione meccanica, poterono affrancarsi dalla volubilità dei venti e svolgere un affidabile servizio con partenze regolarmente stabilite in base a precise tabelle di marcia in quanto se ne poteva prevedere con ragionevole precisione data e orari di arrivo e partenza. Inizialmente queste costruzioni erano caratterizzate da un modesto sviluppo delle sovrastrutture sopra al ponte di coperta e dalla propulsione mista a vela e a motore, ma con il progredire della tecnica, si passò presto alla propulsione ad elica e gli apparati motore divenuti più potenti, compatti ed affidabili permisero di giungere ad abbandonare definitivamente l’alberatura usata per la propulsione a vela. Superata la costruzione in legno, gli scafi in ferro crebbero in dimensioni, giungendo, nel caso delle unità italiane, ai 268 metri di lunghezza del Rex ed ai 275 delle gemelle Michelangelo e Raffaello. Le difficoltà incontrate dai primi piroscafi con combustione a carbone, costretti a soffrire della mancanza di stazioni di carbonamento su certe lunghe rotte, verso il 1920, vennero superate passando alla combustione a nafta.

Copertina

Questo tipo di combustibile, essendo liquido, permise di sfruttare più razionalmente i più reconditi spazi di stoccaggio. Avendo la nafta un potere calorico superiore al carbone aumentò l’autonomia, evitando di dover sostare obbligatoriamente in certi scali intermedi per rifornirsi di carburante. Nella fattispecie le circa 10.000 miglia nautiche dei viaggi dal Mediterraneo verso l’Australia potevano finalmente essere effettuati senza più grosse preoccupazioni per i rifornimenti. Le sovrastrutture si svilupparono in altezza, giungendo ad avere sopra al ponte di coperta cinque e più ponti, trasformando la nave in una “città galleggiante” con grandi sale da pranzo, da ballo, da fumo, da gioco, da lettura, un teatro, una cappella per il culto, salotti, bar, giardini d’inverno, passeggiate coperte e scoperte, piscine, campo da tennis, cucine, laboratorio fotografico, tipografia, ospedale, negozi, parrucchiere. Quella città viaggiante, completamente autonoma ed organizzata che suscitò l’entusiasmo dell’architetto Le Corbusier che nel 1921 scriverà: “Un architetto serio che guardi da architetto (creatore di organismi) troverà nel piroscafo la liberazione dalle maledette servitù secolari… La casa degli abitanti della terra è l’espressione di un mondo decaduto alle piccole dimensioni. Il piroscafo è la prima tappa verso la creazione di un mondo organizzato con spirito nuovo“. Nel 1947 l’architetto, padre dell’ergonomia abitativa, imposterà la costruzione dell’Unité d’Habitation de Marseille, ispirandosi alla nave da passeggeri, secondo quanto già enunciato nel 1927 con “Les cinq points de l’architecture moderne”.

Schermata da 2014-06-25 16_28_49

La rotta più famosa percorsa, quella tra l’Europa e le Americhe, darà il nome di transatlantici a queste navi, munite di una prua alta, atta ad impedire che i colpi di mare ricadano in coperta e sulle sovrastrutture, con dimensioni tali da poter superare agevolmente l’Atlantico e affrontarne le tempeste e con un potente apparato motore capace di permettere di coprire la traversata in tempi brevi. Sempre più confortevoli e lussuosi per trasportare i passeggeri nelle migliori condizioni senza fargli mancare, pur essendo in mare, le usuali comodità di terra. Questi costruzioni, pur appartenendo, assieme alle navi da crociera alla stessa famiglia delle navi passeggeri, non devono essere confuse con quest’ultime in quanto erano destinate a soddisfare, senza alternative, un’esigenza di trasporto in un’epoca ora definitivamente scomparsa: l‘Epopea dei Transatlantici.

Dopo che il lettore avrà maturato la conoscenza di queste epocali costruzioni e del loro tempo, ecco le principali unità elencate con le loro caratteristiche, le linee sulle quali operarono, i compiti svolti durante la guerra, la loro sorte. Le navi invero hanno una loro personalità ed un’anima, fatta del senso di appartenenza di chi le progettò, costruì ed arredò, dei loro equipaggi e degli affezionati viaggiatori, così come ben rappresentato con affettuosa e nostalgica chiave poetica dall’ultimo comandante dell’Eugenio Costa. Piero Buatier de Monjeot, nel racconto intitolato “Chissa perché è come una carezza” in ricordo di questa bella nave che chiude il ciclo storico dei transatlantici italiani.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...