Vai col surf alla Cittadella

cittadella

Alla fine dell’800 Spezia aspirava a diventare capoluogo di provincia, ma intanto doveva ancora risolvere problemi pratici di non poco conto. Quando pioveva un po’ forte, per esempio, Via del Carmine (via del Carmo, per gli spezzini di allora) si trasformava in un fiume vero e proprio per il rigurgito dei canali che non riuscivano a scaricare bene a causa della piena del nuovo Làgora del quale con la costruzione dell’arsenale erano diventati tributari. Addirittura l’acqua allagava i portoni e i negozi della Cittadella creando seri problemi agli abitanti e ai commercianti. Al contrario, la cosa faceva felici i monelli della zona che correvano ad armarsi di robuste tavole di legno organizzando giocose regate tipo surf lungo la strada. Addirittura, capitava che per andare da Via Maria Adelaide (Gramsci) alla Pretura si doveva camminare con l’acqua che arrivava alla cintola. Accadeva anche finissero sommersi perfino i banchi di vendita dei negozi, e dappertutto schizzavano via per non annegare i topi di fogna, sicché non si vedeva altro che un accorrere di gente armata di ramazze, bastoni e badili per dare la caccia ai ratti fin dentro i portoni, in mezzo all’acqua lurida.

Nella foto: uno dei fabbricati della Cittadella. Al piano terra c’era il carcere detto di Pinceti

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