Ma che ci fa quel vecchio in casa mia?

Da qualche tempo a questa parte mi capita un cosa strana. Tutte le mattine che mi alzo, incontro un tizio, uno sconosciuto, che gironzola per casa mia. Se gli chiedo qualcosa, non mi risponde, si limita a guardarmi. Non so chi sia.

“Sarà l’amante di tua moglie”, scherzerà il solito “caro” amico.

Vabbé, a parte che, come si dice, il marito è sempre l’ultimo a saperlo, in questo caso direi proprio di no, non dovrei temere brutti scherzi. Quello è un vecchio. Basta dargli un’occhiata: un tipo piuttosto in là con gli anni, un vecchio, appunto, che però sembra che si diverta un mondo a sfottermi.

Chissà perché, in genere mi aspetta in bagno, anzi, sembra che non se ne vada mai da lì, che viva lì dentro. Allora lo guardo, e lui mi fissa negli occhi. E poi comincia la solita manfrina. Mi gratto l’orecchio destro, e lui si gratta l’orecchio sinistro, alzo la mano destra, e lui alza la mano sinistra, mi rado la parte sinistra e del viso, e lui si rade la parte destra. Provo a sorprenderlo, a fregarlo: strizzo rapidissimo un occhio, e lui, rapidissimo, strizza l’altro, mi volto di qua, e lui si volta di là. Insomma, non fa che scimmiottarmi… alla rovescia!

Ma che accidenti vuole da me? E soprattutto: chi è?

Certo, non posso dire che non abbia qualcosa di familiare, ma potrebbe essere mio bisnonno, o magari, per non esagerare nell’autostima, mio nonno. Che sia vecchio, si vede lontano un miglio: i 70 li ha passati da un bel po’. Sì che oggi si invecchia molto più tardi… le aspettative di vita si sono allungate, altro che il tempo del buon padre Dante quando vedevano il mezzo del cammin attorno ai 33-35 anni! Probabilmente è per questo che s’incazza se gli do del vecchio. È tanto suscettibile su questo argomento… Perciò, per quieto vivere, diciamo che è anziano, che è nella terza età. Basta che non rompa le palle, perché comunque il suo bel malloppo di annetti sul groppone ce li ha tutti, e si vedono. Altroché se si vedono! Vecchio! Vecchio! Vecchio…

Ma poi, chi è?

Alla sua silenziosa presenza ormai ci ho fatto l’abitudine, tanto che ci resterei male se un giorno all’improvviso, un bel mattino, alzandomi, non me lo ritrovassi più davanti. Sento che mi mancherebbe qualcosa. Ma a ben vedere, può succedere, no? considerata l’età…

Allora, preda di questi pensieri, lo osservo un po’ meglio. E lo stesso fa lui, magari chiedendosi a sua volta: “Ma questo chi è?”.

Perché se ci sono due persone diverse l’una dall’altra, siamo proprio noi due. Non per dire, ma lui i suoi anni li dimostra tutti. Tanto per cominciare, le rughe, le guance cadenti, l’occhio spento, la pelle grigia, macchiata, vecchia, qualche impurità del viso qua e là, quattro capelli in croce. Dallo sguardo moscio si intuisce che i suoi pensieri sono rivolti al puro e semplice domani, perché comunque più in là del dopodomani non ci arriva. Con il pensiero, intendo. D’altronde dall’espressione si vede che è mezzo rincoglionito, che non ne ha più per molto!

Io, invece, mi sento forte come un toro. Sì che il braccio destro mi fa un male cane, ma d’altra parte è normale, dal momento che qualche mese fa mi si sono rotti i tendini della spalla; sì che la schiena ogni tanto cigola e protesta, facendomi piegare dal dolore, per via di alcune vertebre che funzionano un po’ così. E poi, anch’io quanto a capelli non è che sia messo molto bene; e c’è la prostata da tenere d’occhio, e il soliti dolori che non si sa da che parte vengano, l’insonnia… però tutto sommato non mi posso certo lamentare. Faccio ancora le scale a due a due, ho pensieri giovani, i bei tempi mi sembrano ieri, faccio progetti, ho il Milan che ogni tanto mi fa scorrere per il corpo un bel po’ di sana adrenalina, scrivo, scrivo tanto, ho un sacco di amici su Fb, mi piace studiare, ho la mente fresca, ho tante idee, amo pensare cose nuove. E se non mi vergognassi un po’ mi metterei a giocare come facevo da bambino. Insomma, mi sento giovane, anzi, sono giovane; ho ancora tanto da fare, ancora tanto da dare e tanto da dire. Mica come quel tipo lì che, mi sbaglierò, per me ha già un mezzo piede nella fossa.

Pertanto, mettiamo bene in chiaro una cosa: io non ho niente a che spartire con quell’individuo che tutte le mattine mi aspetta in bagno per burlarsi di me. E mica si nasconde! Sta lì. Dove c’è lo specchio più grande della casa, e da lì mi scruta con quell’espressione indagatrice e un po’ schifata che mi fa davvero girare le palle. Vecchio… vecchio… vecchio!

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