Quel giorno che a Marola il Vicerè de Beauharnais…

Quello dnapoleonicai lunedì 3 dicembre 2012 è stato un anniversario storico per la gente del golfo, l’anniversario di un evento che modificò nel profondo l’aspetto della riviera occidentale e il modo di vivere delle popolazioni che lì abitavano.
Esattamente duecento anni or sono, il 3 dicembre 1812, un giovedì, alla presenza di Sua Altezza Reale il Vicerè Eugène de Beauharnais, a opera dell’ingegner Cousin veniva infatti collaudata, e quindi dichiarata aperta, la strada che univa la Spezia a Portovenere, strada che non per nulla viene ancora oggi chiamata Napoleonica.
All’epoca la Liguria era una provincia dell’impero francese e l’imperatore, Napoleone Bonaparte, si era messo in testa di trasformare il golfo in una nuova Tolone, una grande base navale che gli consentisse di contrastare con successo la potenza britannica sui mari. A tal fine aveva mandato qui squadre di tecnici e di militari con il compito di progettare la costruzione di un arsenale (Varignano e dintorni), di fortificazioni sparse in tutto il territorio, e perfino una città (zona della Castagna-Olivo) abbellita da piazze, monumenti e fontane e capace di ospitare diecimila persone. Continua a leggere

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La stagione breve del rock’n’roll

Era una notte buiarock e tempestosa. Nessuno lo poteva immaginare, ma quella notte buia e tempestosa fu the night of the day the music died, la notte del giorno in cui la musica morì.
Quella notte, la notte del 3 febbraio 1959, tre giovani cantanti avevano tenuto un concerto davanti a oltre mille scatenati ragazzi al Surf Ballroom di Clear City, nello stato dello Iowa. Da qui, sfidando una tempesta di neve che da parecchie ore imperversava nella zona, erano partiti alla volta di Fargo, nel North Dakota, con un Beech Bonanza. Si chiamavano Buddy Holly (23 anni), Ritchie Valens (18) e Big Bopper (29), e per i giovani d’allora erano tre profeti del rock and roll. In particolare, Valens era molto conosciuto anche in Italia per una canzone in voga ancora oggi: La bamba. Erano in volo da neanche mezz’ora quando all’una della notte, cinque miglia a nord ovest dell’aeroporto municipale di Mason City, sempre nello Iowa, il piccolo velivolo si schiantò al suolo. I tre cantanti e il pilota Roger Peterson, di 21 anni, morirono sul colpo.
Il giorno in cui morì la musica, come lo battezzarono i giornali, segnò anche l’inizio della fine della magica stagione del rock and roll. La musica che cambiò il mondo. Continua a leggere